Da Cantona a Mike Tyson, da Gascoigne a Eddie Guerrero: lo sport e i suoi geni sregolati

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Nella vita quotidiana spesso ci imbattiamo in situazioni o persone al limite, sul punto di non ritorno. Tutto ciò possiamo trasporlo nel mondo dello sport, una realtà in cui i personaggi che lo popolano vedono le proprie azioni amplificate, ingigantite, sia nel bene che nel male, dall’esaltazione all’umiliazione, ed è in quest’ultima situazione che certi personaggi finiscono a causa delle proprie gesta. Azioni autodistruttive, al limite, eccessive per loro stessi e per chi li circonda, per chi cerca di aiutarli, talvolta con successo, talvolta invano.

Uno dei più famosi personaggi al limite ha le sembianze di un eterno ragazzo nord-irlandese, che è nato a Belfast ma è diventato famoso a Manchester, sponda Red Devils, che è stato definito da Pelè nel 1966 “il miglior calciatore del mondo”, colui che venne soprannominato “the Fifth Beatle”: George Best. Sono stati scritti fiumi di parole su Best, abbiamo ammirato la sua immensa classe, i suoi dribbling fuori dal comune, le sue finte impossibili, ma abbiamo anche visto come un campione può ridursi per colpa dell’alcol e dei danni che esso comporta; per fare un paragone con la musica, George Best sta al calcio come Jim Morrison sta alla musica, un uomo capace di godere a modo suo dei piaceri della vita, che per Best corrispondevano ad alcolici, belle donne e automobili sportive, come lo stesso campione disse in una sua celebre frase: I spent a lot of money on booze, birds and fast cars. The rest I just squandered. Un giorno, però, precisamente il 25 novembre 2005, il giocattolo si rompe definitivamente: Best muore in seguito alle complicazioni ad un rene, che già ne aveva causato il ricovero il mese precedente; durante il ricovero Best volle farsi fotografare e quelle foto finirono sulle prime pagine dei quotidiani inglesi, il tutto per dissuadere i più giovani ad eccedere con l’alcol.
Lasciato, purtroppo per sempre, George Best rimaniamo in Inghilterra per parlare di un altro calciatore con problemi di alcol, una persona che ad oggi deve ritrovare la retta via: Paul “Gazza” Gascoigne. Ex calciatore di Lazio e Rangers, Gascoigne è sempre stato al centro delle cronache per i suoi comportamenti sopra le righe, frutto di un carattere fin troppo esuberante e di un costante abuso di alcol. È cronaca recente il tentativo di suicidio, così come i ricoveri per problemi psichici e per ulcera perforante. Gascoigne sembra sprofondare lentamente e ininterrottamente in un vortice da cui difficilmente riuscirà ad uscire, anche se sinceramente spero che Gazza riesca a smentirmi.

Se Best e Gascoigne rappresentano quelli che si sono arresi all’alcol, Tony Adams, ex difensore dell’Arsenal e della nazionale inglese, è riuscito laddove i suoi due illustri colleghi hanno fallito. Adams, dopo essere progressivamente arrivato al punto che la propria vita non aveva senso senza almeno dieci pinte di birra il giorno, ha deciso che la sua esistenza non poteva prendere questa piega e così un giorno si presentò ad una riunione degli Alcolisti Anonimi; da quel giorno Adams ha risolto i suoi problemi con l’alcol e ha raccontato la sua storia di alcolista in un libro, “Addicted”.

Rimanendo tra quei personaggi sportivi che sono riusciti a risolvere i propri problemi, non posso fare a meno di citare Eddie Guerrero, wrestler morto il 13 novembre 2005 (12 giorni prima di George Best, N.d.A.) in seguito ad un attacco cardiaco; “La Raza”, come era stato soprannominato dai fans, aveva condotto una vita tra alcol e droga fino al 2001, anno in cui decise di darci un taglio, ma il corpo del luchador era ormai segnato dagli eccessi e una sola aspirina costò cara al compianto Eddie.
Tutte queste storie sono legate dallo stesso denominatore, ovvero l’alcol, ma altri sportivi hanno avuto ben altri problemi, precisamente problemi con la giustizia, così parlerò di tre uomini di tre sport diversi, ma che nella loro vita si sono ritrovati almeno una volta davanti al giudice: Mike Tyson, Eric Cantona e Dennis Rodman.
Prima di tutto e tutti “Iron Mike”, com’è soprannominato dagli addetti ai lavori, pugile capace di trasformare la sua difficile infanzia nel ghetto nero di Brooklyn in forza per vincere svariati match e titoli mondiali, ma anche uomo che fuori dal ring picchia la propria moglie, stupra una reginetta di bellezza locale finendo in carcere per un anno, dilapida i soldi ottenuti con le vittorie dei match e vede la propria immagina ridotta ad uno sbiadito ricordo.

Rimanendo in tema di lotta, se applichiamo questa disciplina al calcio, otteniamo una persona:Eric Cantona..Attaccante francese del Manchester United, Cantona vide crollare vertiginosamente la propria immagine dopo il colpo di kung-fu inflitto ad un tifoso del Crystal Palace, tale Matthew Simmons; in seguito al fattaccio, la stampa inglese si scaglio contro “King Eric”, il quale rispose per le rime definendo i giornalisti come “gabbiani che seguono i pescherecci perché pensano che verranno gettate in mare le sardine”. Questa dichiarazione molto schietta portò il campione francese vicino al carcere, poiché i due mesi di reclusione furono tramutati in 120 ore di servizi sociali, e come se non bastasse Cantona venne sospeso per 9 mesi dalla F.A., la federcalcio inglese; senza di lui il Manchester perse il campionato, ed Eric perse per sempre la Nazionale.
Ed infine arriva il turno di Dennis Rodman, cestista plurititolato con Chicago, che è sempre stato al centro dell’attenzione per vari motivi: relazioni con celebrità quali Madonna e Carmen Electra, capelli tinti con le tonalità più fluorescenti, piercing e tatuaggi che spuntavano come funghi, combattimenti di wrestling in coppia con Hulk Hogan e, infine, per essere stato arrestato in seguito alla denuncia di una donna che lo accusava di averla picchiata; Rodman fu molto segnato dall’evento e dalle conseguenze e decise di entrare in cura contro l’abuso di alcol.

Questi sette campioni sono solo una parte di tutte quelle persone che vivono una vita borderline, ai limiti del consentito e amano la trasgressione; questi campioni hanno vissuto e stanno vivendo le loro vite nel modo in cui hanno deciso giorno dopo giorno, senza nessuna costrizione, e questo è il risultato delle loro azioni, ovvero di quando la sregolatezza prevale sul genio.

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