A giugno finisce la favola-Fiorentina?

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"Le parole di Della Valle suonano come un licenziamento". Con questa frase di Cesare Prandelli il futuro della Fiorentina è ufficialmente un'incognita. I continui botta e risposta degli ultimi tempi fra Corvino, Prandelli e i Della Valle stanno conducendo la società gigliata verso un'unica meta: il caos. Ma andiamo con ordine. Un noto giornale di Torino a tinte bianconere comincia a fare titoloni sul trasferimento a giugno di Prandelli alla Juventus, cominciando di fatto a mettere zizzania nell'ambiente viola; all'attacco juventino si uniscono le avance della Federazione, che vede nel tecnico di Orzinuovi l'allenatore perfetto per il dopo-Lippi. L'interesse congiunto di Juventus e Nazionale comincia ad avere il suo effetto, visto che all'interno della dirigenza gigliata nessuno si fida più di nessuno, facendo iniziare un ping pong di accuse e provocazioni che continua ad andare avanti. Il servizio iniziale è di Corvino, che afferma di rimanere a lungo perché crede nel progetto ma non sa se Prandelli farà lo stesso, ma ecco che Prandelli gli risponde dicendosi pronto a firmare un nuovo contratto di 5 anni e sposare il progetto viola; a questo punto la pallina è nuovamente nel campo della dirigenza e ci pensa il patron Diego Della Valle a rispedirla nel campo "avversario", chiedendo a Prandelli di smentire ufficialmente i presunti contatti con la Juventus. La risposta di Prandelli è all'inizio di questo articolo e lascia i tifosi viola nel mezzo di una tempesta, in cui si stanno delineando due fazioni contrapposte: i prandelliani e i dellavalliani. I prandelliani ritengono che i Della Valle vogliono disfarsi poco signorilmente di Prandelli dopo 5 anni stupendi, accusandoli di usare la Fiorentina solo come un ulteriore sbocco economico, mentre i dellavalliani prendono le parti della società, in quanto vedono nei Della Valle i salvatori, ovvero coloro che nel 2002 comprarono la società facendola poi ritornare ai livelli che le spettano.

Al di là delle divisioni della tifoseria, quello che più mi preme è che per la Fiorentina, a giugno, sono pronti due scenari diversi: il primo è quello della continuità, mentre il secondo è la rivoluzione totale. Ecco cosa potrebbe accadere:

1) Prandelli resta, i Della Valle gli rinnovano il contratto per 5 anni e il progetto prosegue, basandosi ora più che mai sui giovani, e quindi su Babacar, Jovetic, De Silvestri, Ljajic, Carraro, e viene ceduto un pezzo pregiato, che potrebbe essere uno tra Frey, Mutu e Vargas.

2) i Della Valle non rinnovano il contratto a Prandelli, che a fine stagione lascia e si accasa da altre parti; il nuovo allenatore è uno tra Allegri, Delneri, Giampaolo, continua il progetto giovani e si ridimensiona la squadra, facendo diventare l'obiettivo principale la qualficazione all'Europa League.

Beh, indubbiamente lo scenario preferibile è il primo, perché se dovessero avverarsi le ipotesi del secondo scenario sarebbe un duro colpo per Firenze e la Fiorentina, in quanto i Della Valle perderebbero credibilità acquisita licenziando il tecnico che ha portato la Fiorentina in Europa per tre anni consecutivi (cinque cosiderando Calciopoli, n.d.a.), dimostrando un irriconoscenza degna dei migliori presidenti mangia-allenatori. Il popolo viola ( che non sono gli anti-berlusconiani di Di Pietro) sperano che tutto si risolva per il meglio, ovvero che gli interpreti di questa opera lascino da parte provocazioni, accuse velate e quant'altro per ricorrere allo strumento fondamentale per questi momenti: la chiarezza.

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