Time for Africa

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Dopo quattro anni di attesa è tempo di un nuovo Mondiale. Dopo le “notti magiche” di Italia ’90, il caldo tropicale di USA ’94, i primi mondiali asiatici di Corea - Giappone 2002 e il delirio azzurro in quel di Berlino nel 2006, è tempo del primo Mondiale disputato nel Continente Nero; frutto dell’ennesima impresa diplomatica di Nelson Mandela, il Mondiale sudafricano rappresenterà un’ulteriore prova da superare per un paese che, nel corso della sua storia, è stato segnato da numerosi eventi negativi, uno su tutti l’apartheid. Eppure fino ad un anno fa il Mondiale “rischiava” di essere disputato nuovamente in Germania, dato che i lavori per la costruzione degli stadi erano in ritardo clamoroso; rischio evitato, in quanto gli stadi sono stati ultimati in tempo ed anche testati in occasione dell’ultima Confederations Cup, che ha mostrato al mondo i “gioielli” sudafricani, su cui spicca il “Soccer City Stadium” di Johannesburg, un avveniristico impianto da 88.460 posti. A questa edizione del Mondiale saranno presenti tutte le grandi potenze calcistiche internazionali, anche se alcuni campioni hanno dovuto dare forfait per infortuni o mancate convocazioni. Se Ballack, Beckham, Owen e Bosingwa si sono infortunati durante la stagione, Ferdinand, Essien, Obi Mikel e (forse) Drogba dovranno rinunciare poiché si sono infortuni durante i ritiri pre-Mondiale; altre situazioni, come quelle di Pirlo, Robben, Torres e Iniesta, verranno valutate durante le fasi iniziali del torneo, in quanto si cercherà di recuperare i giocatori entro la fine della fase a gironi. Chi invece mancherà all’appuntamento iridato a causa della mancata convocazione può solo imprecare contro i rispettivi CT, che in qualche caso ha agito più con la fantasia che con l’intelligenza. È il caso di Javier Zanetti e “Cuchu” Cambiasso, lasciati a casa da Maradona rispettivamente per Garcè e Bolatti, di Benzema e Nasri, a cui il sempre-più-incomprensibile Domenech ha preferito Valbuena e Gignac, e di Giuseppe Rossi, a cui Lippi ha preferito il napoletano Quagliarella. Ciò che caratterizza questi Mondiali è quindi l’assenza di alcuni giocatori reduci da grandi stagioni, ma non è da dimenticare chi sarà presente alla massima rassegna calcistica: Cristiano Ronaldo, Leo Messi, Gianluigi Buffon, Kakà, “Scarface” Ribery, Carlitos Tevez, Rooney e molti altri, che magari ad inizio torneo sono sconosciuti, ma che in seguito potrebbero diventare protagonisti.
Dopo questa presentazione, divertiamoci a fare qualche pronostico sul Mondiale che verrà. Per quanto mi riguarda, il Mondiale lo vincerà la Spagna (centrocampo più forte del mondo e reduci dalla vittoria dell’Europeo), che in finale batterà una tra Inghilterra, Brasile e Argentina; la squadra rivelazione sarà il Messico (trio d’attacco devastante, con “Chicarito” Hernandez, Carlos Vela e Giovani dos Santos); le delusioni del torneo saranno Francia e Germania. E l’Italia? Beh, per me l’Italia supererà la fase a gironi, se eviterà l’Olanda potrebbe arrivare ai quarti, dove però si fermerebbe al cospetto di Brasile o Spagna.

Questi sono i miei pronostici, se volete farmi sapere i vostri scriveteli sulla pagina Facebook del mio blog. Come fare? Digitate “Strafanto – Blog Ufficiale”, diventate fan e proponetemi i vostri pronostici e, se ne avrete tempo e voglia, gustatevi gli altri articoli che ho pubblicato sia Sintomi che altrove.

Con questo ultimo articolo chiudo la mia esperienza con Sintomi, un’esperienza
costruttiva, che mi ha portato critiche e apprezzamenti, di cui sicuramente farò
tesoro in futuro.
Un futuro in cui spero di leggere nuovamente Sintomi, o
qualsiasi altro titolo verrà dato al giornale del Kope, la scuola che ha segnato
gli ultimi cinque anni della mia vita. (Sperando ovviamente di essere ammessi
all’esame).

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