Brek Shea, il texano tuttofare

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Liverpool, Chelsea, Manchester United e Arsenal. Le quattro grandi della Premier League si stanno muovendo ed hanno un obiettivo comune: Brek Shea. L’esterno sinistro a stelle e strisce in patria è considerato il prossimo “it” player, la prossima stella del calcio statunitense. Andiamo quindi a conoscere chi è l’obiettivo di mercato delle big inglesi.

Brek Shea, all’anagrafe Dane Brekken Shea, nasce il 28 febbraio 1990 a College Station, Texas. Dopo aver frequentato la Brazos Christian School a Bryan (Texas), Shea si trasferisce alla St. Joseph Catholic School, dove gioca con il club giovanile Texans FC, con cui vince quattro campionati statali consecutivi. Il primo passo in avanti nella carriera di Brek Shea avviene quando dalla St. Joseph si trasferisce alla IMG Soccer Academy di Bradenton, in Florida. La IMG è una vera e propria accademia calcistica che è rivolta ad Under-16 e Under-17, e rientra nell’ambito dello sviluppo del calcio voluto dalla U.S. Soccer Federation; dall’accademia nel corso degli anni sono passati calciatori importanti Beasley, Onyewu e Donovan. Mentre era a Bradenton, Shea nel 2007 ha avuto l’opportunità di allenarsi con il Bolton, anche se questa è stata nulla più di un’esperienza momentanea.

Diversamente da molti dei suoi coetanei, Shea non ha continuato la propria esperienza calcistica al college, ma è passato direttamente dalla high school al calcio professionistico. Nel 2008, infatti, è stato draftato da Dallas come seconda scelta nel SuperDraft; inoltre, Shea nello stesso anno firmò un contratto con Generation Adidas, organizzazione nata dalla collaborazione fra MLS e federazione statunitense al fine di innalzare il livello dei giovani calciatori, favorendone l’inserimento nel calcio professionistico senza aver frequentato il college. Il 20 aprile 2008 Shea esordisce in prima squadra subentrando nel finale di match contro il Chivas USA, riuscendo a farsi ammonire pochi minuti dopo il suo ingresso in campo. Shea continua lentamente a inserirsi in prima squadra e gioca in cinque delle sei amichevoli internazionali che Dallas disputa, e nel maggio 2009 colleziona la prima presenza da titolare nella partita contro il Los Angeles Galaxy di Beckham e Donovan. Nelle sue prime due stagioni da professionista, Shea si è fatto notare per la sua duttilità, visto che ha giocato nei ruoli più disparati: attaccante, esterno sinistro, centrocampista centrale, addirittura difensore centrale; solo nel 2010 Shea ha iniziato ha giocato con frequenza come ala sinistra, il ruolo che lo ha fatto notare e reso famoso.

Il 2010 è un anno molto importante nella vita calcistica di Brek Shea. A maggio, infatti, segna il primo gol da professionista nella partita contro il Philadelphia Union, mentre a fine anno conclude il programma con Generation Adidas, con cui va in tournée in Spagna giocando da difensore centrale. E proprio da difensore centrale inizia questa stagione, fino a quando la stella di Dallas, nonché MVP 2010, David Ferreira si è infortunato, costringendo coach Hyndman a schierare Shea a centrocampo: è la svolta. Shea in quella posizione mette in mostra tutto il suo talento e inizia a scalare le gerarchie del calcio statunitense. Tre volte nominato nella squadra della settimana della MLS, convocazione come centrocampista nell’All-Star Game 2011, cui però non ha potuto prendere parte perché impegnato con il proprio club in CONCACAF Champions League, l’equivalente centro-nordamericano della Champions League. Infine, due ciliegine a coronamento di una stagione super: prima la nomina come MVP della stagione, insieme a Brad Davis (Houston Dynamo) e Dwayne De Rosario (D.C. United), poi la possibilità di allenarsi per tutto il mese di novembre con l’Arsenal di Wenger. Ecco un po’ di numeri di Brek Shea nelle sue quattro stagioni a Dallas: 2 presenze nel 2008, 22 presenze nel 2009, 32 presenze e 5 gol nel 2010, 44 presenze e 11 gol nel 2011; in totale fanno 100 presenze, 16 gol e 15 assist in quattro anni, numeri importanti per un ragazzo di ventuno anni.

L’esperienza con la nazionale a stelle e strisce inizia nel 2006, quando debutta in Under-17 nel match contro Trinidad e Tobago; sempre con la rappresentativa Under-17 partecipa al mondiale di categoria nel 2007, giocando una sola partita contro Tajikistan. Nel 2008 viene convocato da tre rappresentative diverse: Under-20, Under-23 e Senior. Con l’Under-20, in gennaio gioca la Copa Chivas in Messico, segna due gol in tre partite nella Milk Cup giocata in Irlanda del Nord e gioca da titolare nel torneo internazionale Cambos Verde in Portogallo. Con l’Under-23, invece, gioca il Torneo di Tolone, vinto poi dall’Italia di Giovinco e Osvaldo; infine, Shea viene convocato per la prima volta in nazionale maggiore in occasione della partita di qualificazione ai Mondiali 2010 contro Barbados, anche se poi non metterà piede in campo. Nel 2009 continua la propria esperienza in Under-20 e gioca da titolare sia la CONCACAF Championship, dove segna anche un gol e perde in finale contro Costa Rica, sia il Mondiale in Egitto, un Mondiale negativo per gli Stati Uniti, dato che vengono eliminati nella fase a gironi. La crescita costante con il club avviene anche in Nazionale, e così il 12 ottobre 2010 Shea esordisce in nazionale maggiore nella partita amichevole contro la Colombia; con questa presenza Shea è diventato il primo calciatore statunitense nato negli anni ’90 a giocare in tutte le rappresentative nazionali. Da quel 12 ottobre Shea ha continuato a essere convocato e a giocare, collezionando fin qui sette presenze; l’attuale c.t. degli Stati Uniti Jürgen Klinsmann ha molta considerazione dell’esterno sinistro, infatti fin qui lo ha sempre convocato.

Un esterno sinistro come Brek Shea, dal fisico longilineo (191 cm) e dall’incredibile duttilità tattica, non è semplice da trovare. I riflettori su di lui si sono accesi solo negli ultimi mesi, cioè da quando ha iniziato a trascinare da solo Dallas in campionato e a meritarsi la nomina come miglior calciatore della stagione; forse, fino a quel momento i club europei avevano un po’ ignorato Shea, complici anche i fallimenti precedenti di presunti fenomeni come Freddy Adu e Jozy Altidore. Volendo essere ottimisti, Brek Shea potrebbe ripercorrere in Europa la carriera di Clint Dempsey, che negli anni è diventato un pilastro sia del Fulham che della Nazionale. Quello che è certo, è che Shea trascorrerà un mese sotto la guida di Arsène Wenger, uno che di giovani talenti se ne intende. Se Shea passerà l’esame Wenger, allora potremmo avere il prossimo “it” player.

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