Nathan Redmond, una scheggia sulla fascia

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Nathan Redmond, all’anagrafe Nathan Daniel Jerome Redmond, nasce il 6 marzo 1994 a Birmingham, cuore di uno dei derby più antichi d’Inghilterra, quello fra Aston Villa e Birmingham. Questo derby riguarda Redmond in prima persona, anche se fin qui non ne ha mai giocato uno, almeno a livello professionistico. Nonostante la stampa britannica lo paragoni ad Aaron Lennon, Redmond ha dichiarato di avere come modello di riferimento Ashley Young, attualmente in forza al Manchester United ma con un passato importante proprio nell’Aston Villa, club di cui la madre di Redmond era tifosa prima dell’approdo del figlio al Birmingham, l’eterna rivale. Proprio gli scout dei Blues lo notano durante una partita e decidono di portarlo nella propria Academy; è il 2002 e Redmond bagna il proprio debutto nella formazione Under-10 con una tripletta. Il suo percorso nelle giovanili del club prosegue senza interruzioni e dimostra di avere quel qualcosa in più rispetto ad altri ragazzi, soprattutto perché riesce a fare la differenza anche con ragazzi di qualche anno più grandi di lui; nella stagione 2008/09, per esempio, trascina l’Under-15 alla semifinale della Nike Premier Cup e gioca qualche partita con l’Under-18. La stagione successiva continua a giocare in Under-18 accumulando quindici presenze e tre gol, e fa le sue prime apparizioni con le Reserves, il tutto nonostante fosse ancora un semplice “schoolboy”. Nel marzo 2010, a sedici anni appena compiuti, Redmond viene messo in preallarme per la partita di Premier contro l’Everton, ma poi non farà parte dei 18 a referto; passa qualche mese e, in occasione dell’ultima partita in casa del campionato contro il Burnley, l’allenatore Alex McLeish lo porta con sé in panchina: se Redmond avesse giocato sarebbe diventato a 16 anni e 53 giorni il calciatore più giovane nella storia del Birmingham e della Premier League, quest’ultimo record ancora appartenente a Matthew Briggs del Fulham. La vita di ogni persona è costellata di momenti da ricordare, eventi che cambiano il futuro; nella carriera, ma anche nella vita di Nathan Redmond c’è una data che segnerà il punto di svolta: 26 agosto 2010. Secondo turno di Carling Cup, è il 78° minuto di Birmingham-Rochdale quando coach McLeish decide di sostituire lo spagnolo Enric Vallès proprio con Redmond, che con la sua maglia numero 34 fa il suo ingresso in campo. È una breve apparizione, fugace, ma già in quel quarto d’ora Redmond mette in mostra le proprie qualità ed entra nella storia del club, perché a 16 anni e 173 giorni diventa il secondo calciatore più giovane dopo la leggenda Trevor Francis. Redmond nel corso della stagione della stagione giocherà altre due volte in prima squadra, nella sconfitta in F.A. Cup contro il Bolton e nella vittoria in Carling Cup contro il Brentford. A Redmond ormai il calcio giovanile va stretto, servono nuovi banchi di prova e così McLeish decide di prestarlo per un mese al Burton Albion, club di League Two, ma il contratto giovanile di Redmond rende impossibile il trasferimento; il suo status contrattuale cambia non compie diciassette anni, visto che firma un triennale. In questa stagione si aggrega al ritiro precampionato dopo aver giocato il Mondiale Under-17 e impressiona il nuovo allenatore Chris Hughton, che decide di promuoverlo ufficialmente in prima squadra. Redmond fin qui ha giocato sei partite in Championship (la serie B inglese), di cui tre da titolare, e quattro partite in Europa League; nella competizione europea, che il Birmingham disputa in quanto vincitrice della scorsa Carling Cup, Redmond ha segnato un gran gol nel ritorno dei playoff contro il Nacional, venendo nominato anche uomo partita, e ha servito l’assist per il gol vincente nell’1-0 contro il Maribor, gol inutile ai fini della qualificazione al turno successivo.
Passando al capitolo nazionale, Redmond veste per la prima volta in carriera la maglia dei Tre Leoni il 15 ottobre 2009, quando debutta nell’Under-16 contro il Galles e contribuisce anche alla costruzione del gol vittoria, il tutto nel torneo Victory Shield, competizione giocata fra le rappresentative Under-16 di Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord; con la selezione Under-16 in totale ha messo insieme sette presenze e un gol. Il passo avanti, cioè l’esordio in Under-17, avviene il 3 agosto 2010 contro la Finlandia nel Nordic Tournament, poi vinto dall’Inghilterra contro la Svezia in finale. Sempre con l’Under-17 gioca in due competizioni importanti come l’Europeo, sia fase Élite che fase finale, e il Mondiale; nella competizione continentale segna l’importante gol contro la nell’ultima partita del girone di élite, poi gioca altre tre partite, compresa la semifinale persa contro l’Olanda, che però garantisce l’accesso al Mondiale di categoria, dove colleziona tre presenze. In totale, con l’Under-17 ha totalizzato diciannove presenze e due gol; recentemente, insieme ad altri compagni è stato promosso in Under-18.
I paragoni con Lennon e Young non sono campati per aria, visto che Redmond assomiglia molto a questi due calciatori. Innanzitutto per il ritmo di gioco, sempre in movimento; altra caratteristica è la versatilità tattica, che gli permette di giocare sia sulla fascia destra, dove arriva sul fondo e crossa, sia sulla sinistra, dove sfrutta la propria tecnica per rientrare sul destro, suo piede naturale, e calciare a rete, avendo ottimi risultati come contro il Nacional in Europa League. Su entrambe le fasce Redmond è un incubo per i difensori avversari, visto che riesce nella maggior parte dei casi a superarli con finte e controfinte ubriacanti, dimostrazione della notevole qualità tecnica a sua disposizione.

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