Rossi: "Dobbiamo giocare da provinciale"

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Nella conferenza stampa prima di Milan-Fiorentina, Rossi dice chiaramente che la squadra deve pensare solo a salvarsi. Passando al campo, oltre a Montolivo (squalificato), a Milano mancheranno anche gli infortunati Gamberini, Vargas e Cassani. Rientra Amauri dagli acciacchi settimanali, probabile il ritorno al 3-5-2.

Sono 19 i convocati da Delio Rossi per la difficile trasferta di San Siro: Amauri, Behrami, Boruc, Camporese, De Silvestri, Felipe, Kharja, Jovetic, Lazzari, Ljajic, Manfredini, Marchionni, Nastasic, Natali, Neto, Olivera, Pasqual, Romulo e Salifu. Mancheranno Vargas, Cassani e Gamberini per infortunio, Montolivo e Cerci per squalifica. Le gravi assenze nel reparto difensivo e a centrocampo potrebbero costringere Rossi a riproporre il 3-5-2, con Camporese, Natali e Nastasic davanti a Boruc, Marchionni (o De Silvestri) e Pasqual esterni di centrocampo, Behrami, Kharja e Lazzari a gestire il gioco in mezzo e davanti Jovetic e Amauri, che ha recuperato da un acciacco patito in settimana. Non i migliori presupposti per affrontare il Milan, in piena lotta scudetto e reduce dall’eliminazione in Champions, un avversario da affrontare “come una provinciale” secondo il tecnico gigliato.

Una partita difficile, in cui la Fiorentina dovrà puntare a fare la propria partita, pur riconoscendo la superiorità dell’avversario e il momento difficile che sta attraversando la strada. Così Rossi in conferenza stampa: “Ce la giochiamo, non abbiamo niente da perdere e non capisco tutto questo pessimismo. Il Milan è più forte di noi, anche se avessimo più punti in classifica, ma ci siamo anche noi in campo. In fin dei conti la mia prima partita con la Fiorentina è stata col Milan e abbiamo pareggiato, quindi…”.

Sul momento della squadra, Rossi ha le idee chiare: “La squadra è consapevole della situazione in cui siamo. Meno parliamo e meno facciamo danni, perché tutto quello che diciamo può essere usato contro di noi. Nono dobbiamo andare dietro alle polemiche, alle parole, ai pettegolezzi, dobbiamo parlare in campo e uscire da questa situazione nella quale ci siamo messi da soli. La squadra ha paura? Non ci vuole, altrimenti perdiamo di sicuro. La squadra è preoccupata, è ovvio che sia così, altrimenti sarebbero degli incoscienti vista la situazione”.

Le polemiche cominciano a riguardare Rossi in prima persona, che non si sottrae a domande precise sul suo contributo alla Fiorentina da quando è arrivato: “Mi sono fatto tutte le domande possibili, non do mani niente per scontato. Due settimane fa ho messo la mia testa sul piatto. Nella mia carriera sono sempre riuscito a dare un’impronta alle mia squadre, addirittura ho vinto un coppa Italia e mi sono qualificato in Champions. Per ora a Firenze non ci sono riuscito, è questa la realtà e non si può nascondere. Non ho inciso, sono molto dispiaciuto e sto lavorando per questo”.

In settimana c’è stato un incontro tra un rappresentanza dei tifosi viola e alcuni dirigenti, tra cui Andrea Della Valle. L’allenatore viola, che non ha incontrato personalmente i tifosi, sia perché non è stato possibile nei modi voluti sia perché conoscono già il suo pensiero, si è soffermato sulle dichiarazioni di giovedì di Della Valle: “In una stagione simile è ovvio che ci siano stati dei problemi e siano stati fatti degli errori. I Della Valle sono rammaricati e dispiaciuti, ma in campo andiamo noi e loro possono fare poco. Oltre a metterci la faccia, i soldi, ha buoni rapporti con tutti, cosa deve fare di più un presidente? Con i Della Valle Firenze ha vissuto momenti bellissimi in poco tempo, dalla C2 agli ottavi di Champions. Oggi va un po’ peggio e la gente si trova spiazzata. Come vedo Della Valle? Combattivo, non arreso, semmai molto dispiaciuto”.

Considerazioni finali su cosa occorre per salvarsi: “La Fiorentina deve dimenticarsi di essere una squadra da Champions, deve giocare senza fronzoli, più concreta, deve pensare che l’obiettivo è la salvezza e deve calarsi nella parte. Deve giocare da provinciale e pensare solo a salvarsi.”

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