Jordi Alba, il treno catalano

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Tra le rivelazioni di questo Europeo c'è sicuramente Jordi Alba, terzino sinistro della Spagna finalista e nuovo acquisto del Barcellona. Andiamo a conoscere meglio il calciatore spagnolo ripercorrendone la carriera e il percorso a Euro 2012.

Jordi Alba in azione contro il Portogallo in semifinale (Getty Images)
Non è un goleador, non è il fulcro del gioco della propria squadra e non è nemmeno un portiere. Il personaggio di cui andremo è un terzino, o difensore esterno secondo il gergo moderno, frutto di uno dei settori giovanili più floridi e produttivi del mondo, che però a sedici anni decide di non confermarlo. Il motivo? È troppo basso, motivazione curiosa visto che la prima squadra ha campioni tutt’altro che giganti. Il personaggio di oggi è Jordi Alba e il club in questione è il Barcellona, ma procediamo per gradi ripercorrendo la carriera del piccolo terzino.

GLI INIZI – Jordi Alba Ramos nasce il 21 marzo 1989 a L’Hospitalet de Llobregat, Catalogna, cioè territorio esclusivo degli scout del Barcellona, che a nove anni lo convincono ad entrare nella cantera blaugrana, la famosa Masia. Sette anni con il blaugrana addosso giocando da ala sinistra, questo il ruolo originario di Alba, che a poco più di sedici anni viene scaricato dal club che l’ha cresciuto. Rimasto senza squadra, l’adolescente Jordi decide di accasarsi al vicino Cornellà, che dopo due anni lo cede al Valencia. Il trasferimento nella Comunità Valenciana si rivelerà determinante per la sua carriera perché il club, che ad inizio di nuovo millennio perse due finali di Champions consecutive, crede molto in lui e lo fa crescere gradualmente, inserendolo nella squadra B, con cui ottiene da protagonista (18 presenze e 5 gol) la promozione dalla quarta divisione nel 2007/08. La stagione seguente è quella del debutto nel calcio professionistico, traguardo raggiunto grazie al Gimnàstic de Tarragona, all’epoca in seconda divisione, che lo fa giocare con la giusta continuità (35 presenze), ripagata da Alba anche in termini di gol (4 reti). 

L’ESPLOSIONE – Una stagione positiva in Segunda Division gli vale il ritorno alla base e l’inserimento nella rosa della prima squadra, costretto da una situazione non eccelsa a puntare anche sul settore giovanile. Il 13 settembre esordisce in Liga, nel 4-2 contro il Valladolid, e in Europa League contro il Lille, giocando poi anche la partita successiva contro lo Slavia Praga. È questo l’anno del cambiamento e della svolta per Alba, perché i continui infortuni in difesa costringono l’allenatore Unai Emery a sperimentare nuove soluzioni ed ecco che il ragazzo catalano viene abbassato sulla linea dei quattro difensori. Nella nuova posizione entra in competizione con il pari ruolo Mathieu, francese di buona qualità a cui Emery non vuole rinunciare e così decide di utilizzarli contemporaneamente sull’out sinistro: i due trovano i giusti sincronismi e diventano fondamentali nelle due fasi di gioco della squadra. I tre anni di Valencia segnano l’esplosione di Jordi Alba, che si afferma come uno dei migliori terzini della Liga e il cui nome inizia a circolare anche nelle stanze del calciomercato europeo, soprattutto inglese con le big che monitorano la situazione del suo contratto.

DI NUOVO BLAUGRANA – Non ci sarà l’Inghilterra nel suo destino, ma ancora la Spagna, precisamente il Barcellona, il suo primo club. Con un comunicato ufficiale sul proprio sito, ieri il Valencia ha reso noto il trasferimento di Jordi Alba al Barça per 14 milioni di euro, una cifra notevole considerando il contratto in scadenza il prossimo anno. Costretto a rinunciare per cause di forza maggiore a Eric Abidal, il Barcellona mette a segno quello che sarà uno dei maggiori colpi di questo mercato estivo. La convinzione che il ritorno di Alba, l’ultimo in serie dopo quelli di Fabregas e Piqué, sia una mossa giusta viene confermata dall’Europeo tuttora in corso, in cui il terzino di Hospitalet si è messo ulteriormente in mostra. 

ALL’EUROPEO – Titolare inamovibile nella formazione del c.t. Del Bosque, Jordi Alba è di gran lunga il miglior terzino del torneo, giocato con una continuità di rendimento da fare invidia a molti. Avvio balbettante contro l’Italia nella partita di esordio, dove soffre la fisicità di Balotelli e viene anche ammonito, si riprende nella roboante vittoria contro l’Irlanda, confermandosi anche contro la Croazia. L’exploit, però, avviene nei quarti di finale contro la Francia, dove fa letteralmente ammattire Debuchy e Reveillere, traccia un solco sulla fascia e pennella l’assist per il colpo di testa di Xabi Alonso. In semifinale contro il Portogallo soffre leggermente le scorribande di Nani e si limita alla fase difensiva, riuscendoci con qualche difficoltà. Adesso in finale nuovamente l’Italia e quel Balotelli che ha sofferto particolarmente, oltre agli inserimenti di Marchisio e alle improvvisate di Cassano. Come finirà e come giocherà Jordi Alba lo sapremo solo domenica sera, per adesso sappiamo solo che il Barcellona ha un nuovo terzino sinistro di valore su cui puntare.

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