Polonia-Grecia 1-1: La Polonia rischia, la Grecia non sfrutta

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Finisce in pareggio la partita inaugurale di Euro 2012 tra Polonia e Grecia. I padroni di casa dominano il primo tempo e passano in vantaggio al 17' con Lewandowski su assist di Piszczek. Nel finale di primo tempo i greci restano in dieci in seguito all'espulsione di Papastathopoulos. Nella ripresa dopo pochi minuti pareggia Salpingidis (51') approfittando di un uscita errata di Szczesny, che poi causa un rigore e viene espulso. Gli subentra Tyton che ipnotizza Karagounis e mantiene intatto il risultato fino al termine della partita.

Il gol del pareggio di Salpingidis (AP Photo)
Nella partita inaugurale di Euro 2012 si affrontano al National Stadium di Varsavia, gremito in ogni ordine di posto, i padroni di casa della Polonia e la Grecia. Il ct polacco Smuda schiera la propria squadra con il solito 4-2-3-1, confermando l’undici della vigilia, quindi Szczesny tra i pali, difesa a quattro composta da Piszczek, Perquis, Wasilewski e Boenisch, schermo protettivo composto da Murawski e Polanski, Lewandowski terminale offensivo con alle proprie spalle il trio composto da Blaszczykowski, Obraniak e Rybus. Fernando Santos, allenatore portoghese della Grecia, sceglie un offensivo 4-3-3 con Chalkias in porta, linea difensiva composta da Torossidis, Papastathopoulos, Avraam Papadopoulos e Holebas, centrocampo a tre con Maniatis, Katsouranis e Karagounis, in attacco Gekas punta centrale con Samaras e Ninis in appoggio sugli esterni. Arbitra lo spagnolo Velasco Carballo.

LEWAN-GOL-SKI – Sono proprio i polacchi a partire forte costruendo una buona trama sulla destra che porta al cross Blaszczykowski, il compagno di club Lewandowski addomestica la sfera in area per poi scaricare al limite dell’area su Murawski, cha calcia di prima intenzione costringendo Chalkias ad alzare in angolo. Risponde la formazione ellenica con un Gekas, che in mezzo a due difensori riesce a deviare di testa una punizione di Karagounis, ma il pallone esce a lato di poco. La Polonia vuole il gol del vantaggio e sfrutta a pieno la fascia destra, dove il tandem composto da Blaszczykowski e Piszczek, compagni di squadra nel Borussia Dortmund campione di Germania, crea non pochi problemi alla difesa greca, che è in continuo affanno sulle sortite offensive polacche. Al quarto d’ora di gioco Piszczek va sul fondo e cross al centro, dove Lewandowski per un soffio sul pallone manca la deviazione di testa.

Passano tre minuti e Obraniak libera ancora una volta sulla destra il terzino del Dortmund, ennesimo cross al centro, Chalkias sbaglia il tempo dell’uscita e viene superato dal pallone, su cui arriva implacabile Lewandoski che, appostato sul secondo palo, insacca di testa. Monologo polacco fin qui, che lascia alla Grecia pochi spazi e opportunità offensive. Al 36’ primo cambio per Fernando Santos, costretto a sostituire il difensore centrale Avraam Papadopoulos per infortunio, sostituito dal ventenne dello Schalke, e omonimo, Kyriakos Papadopoulos. Un attimo dopo il cambio la Polonia ha un’altra chance per far male con Perquis, che sugli sviluppi di un calcio di punizione si ritrova un ottimo pallone in area, ma il suo sinistro è sporco e finisce fuori. Ad un minuto dal quarantacinquesimo la Grecia resta in dieci in seguito all’espulsione di Papastathopoulos, ammonito due volte nel giro di nove minuti, anche se entrambi i cartellini gialli sono molto dubbi e scatenano le polemiche greche, che poco dopo reclamano un calcio di rigore per un tocco di mano in area di Perquis, apparso involontario.

MOSSA SALPINGIDIS – Santos prova a cambiare la squadra e toglie un fumoso Ninis per inserire Salpingidis; inoltre, abbassa Katsouranis sulla linea difensiva accanto a Papadopoulos, lascia Karagounis e Maniatis centrali di centrocampo e imposta Samaras e il neoentrato Salpingidis come esterni a supporto sia del centrocampo che dell’unica punta Gekas. Il cambio dà subito risultati, perché al 51’ è proprio Salpingidis a pareggiare i conti: Karagounis libera Torossidis sulla destra che crossa di prima intenzione, Gekas viene anticipato da un difensore con Szczesny che sbaglia l’uscita, Salpingidis è in agguato e a porta vuota non sbaglia. I padroni di casa sono scossi e non riescono a riportarsi con forza in attacco, provando a creare problemi a Chalkias con una punizione di Obraniak, controllata in tranquillità dal trentottenne portiere. All’ora di gioco Samaras si ritrova libero in area sulla sinistra, ma perde l’attimo per calciare e quando lo fa è scoordinato e manda malamente a lato. Poco dopo Santos effettua l’ultima sostituzione a disposizione togliendo Gekas per inserire il diciannovenne Fortounis.

EROE TYTON – Il cambio crea subito scompiglio, poiché un lancio lungo coglie impreparata la difesa polacca che lascia Salpingidis solo davanti a Szczesny, tocco dell’attaccante ad evitare il portiere che lo stende: per Velasco Carballo è rigore ed espulsione. Smuda, costretto ad operare una sostituzione, manda il campo il secondo portiere Tyton al posto di uno spento e poco servito Rybus. Il neoentrato portiere entra a freddo e ha di fronte a sé Karagounis, pronto a calciare dagli undici metri. Il capitano ellenico indirizza bene alla sinistra del portiere, che però si distende in tutto il suo metro e novantacinque di altezza e respinge, mantenendo il risultato in parità. È la Grecia a crederci di più, prevalendo su una Polonia stanca e senza idee dopo un primo tempo arrembante e ad un quarto d’ora dalla fine riesce a segnare il gol del vantaggio ancora con Salpingidis, ma al momento del cross Holebas, autore del cross, era in fuorigioco e così il gol viene annullato. Gli ultimi assalti polacchi non generano pericoli dalle parti di Chalkias e così al triplice fischio finale di Velasco Carballo le due squadre vanno negli spogliatoi, soddisfatta per la rimonta la Grecia, amareggiata per aver buttato via una partita in pugno la Polonia.

Il tabellino del match:

POLONIA (4-2-3-1): Szczesny; Piszczek, Wasilewski, Perquis, Boenisch; Murawski, Polanski; Blaszczykowski, Obraniak, Rybus (70’ Tyton); Lewandowski. A disp.: Sandomierski, Wojtkowiak, Kaminski, Wawrzyniak, Dudka, Matuszczyk, Mierzejewski, Wolski, Grosicki, Sobiech, Brozek. All.: Frantisek Smuda
GRECIA (4-3-3): Chalkias; Torossidis, A. Papadopoulos (36’ K. Papadopoulos), Papastathopoulos, Holebas; Maniatis, Katsouranis, Karagounis; Ninis (46’ Salpingidis), Gekas (68’ Fortounis), Samaras. A disp.: Tzorvas, Sifakis, Tzavellas, Malezas, Makos, Fotakis, Fetfarzidis, Liberopoulos, Mitroglu. All.: Fernando Santos
ARBITRO: Carlos Velasco Carballo (ESP), assistenti Alonso Fernandez (ESP) e Yuste Jiménez (ESP), quarto arbitro Rocchi (ITA), arbitri di porta Fernandez Borbalan (ESP) e Clos Gomez (ESP).
RETI: 17’ Lewandowski, 51’ Salpingidis
NOTE: ammoniti Holebas (G), Karagounis (G), espulsi al 44’ Papastathopoulos (G) per doppia ammonizione e al 69’ Szczesny (P); al 71’ Karagounis ha fallito un calcio di rigore; recuperi 3’ pt e 3’ st.

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