Quando Nuno Gomes punì la Spagna

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Ripercorriamo le sfide storiche tra Spagna e Portogallo, come quella dell'Europeo del 2004, in cui i portoghesi, padroni di casa, s'imposero sui cugini spagnoli.


LA STORIA – Il derby iberico tra Spagna e Portogallo è uno dei “classici” del calcio mondiale, un po’ come Brasile-Argentina e Italia-Germania. Il primo incontro ufficiale tra le due compagini risale al 17 dicembre 1922, quando a Lisbona le Furie Rosse si imposero sui cugini per 2-1. Da quel primo incontro se ne sono succeduti altri trentatré nel corso degli anni, che hanno generato sedici vittorie spagnole, dodici pareggi e sei successi portoghesi. La prima vittoria lusitana avvenne nel 1947 in amichevole (4-1 il risultato finale), poi arrivano i successi del ’56, del ’64 e del ‘81, tutti in incontri amichevoli. Per assistere alla prima vittoria lusitana in una competizione ufficiale occorre aspettare il 20 giugno 2004, quando a Lisbona spagnoli e portoghesi si affrontano in un match valevole per la fase a gironi di Euro 2004, giocato proprio in Portogallo: è l’ultima partita del girone eliminatorio ed entrambe hanno bisogno della vittoria per passare ai quarti di finale. Andiamo a ripercorrere la cronaca di quella partita.

LE SQUADRE – Rispetto ad oggi, quelle due nazionali erano completamente diverse, anche se da ambo le parti ci sono alcuni superstiti di quella partita: Casillas, Torres, Xabi Alonso e Xavi nella Spagna, Helder Postiga e Cristiano Ronaldo nel Portogallo. Per il resto gran parte dei calciatori che componevano le due rose hanno lasciato il calcio o sono sul viale del tramonto; calciatori come Jorge Andrade, Figo, Rui Costa, Maniche, Deco e Pauleta hanno onorato la maglia della Selecçao, mentre nelle Furie Rosse si ergeva alta la bandiera Raul, accompagnato da altri calciatori di medio-alto livello come Ivan Helguera,Puyol, Albelda e Morientes. Era una Spagna diversa, basata non sul blocco del Barcellona ma formata da calciatori provenienti da più squadre; tra i quattordici che scesero in campo contro il Portogallo, infatti, quattro giocavano nel Real Madrid (Casillas, Helguera, Raul Bravo e Raul), tre nel Valencia (Albelda, Vicente, Baraja), due nel Real Betis (Joaquin e Juanito), mentre avevano un giocatore ciascuno Barcellona (Puyol), Atletico Madrid (Torres), Deportivo (Luque) e Monaco (Morientes). Il Portogallo, invece, era figlio del grande Porto di José Mourinho, non a caso la spina dorsale della squadra vincitrice della Champions League 2004 si ricomponeva anche in nazionale, con Ricardo Carvalho e Nuno Valente in difesa, Costinha e Maniche a centrocampo e Deco ad agire da fantasista; gli altri nove elementi che giocarono quella partita erano la stella del Real Madrid Luis Figo, il suo erede naturale Cristiano Ronaldo, all’epoca diciannovenne e di proprietà del Manchester United, il portiere dello Sporting Lisbona Ricardo, il bomber Pauleta (PSG), una vecchia conoscenza del calcio italiano come Fernando Couto (Lazio) e il trio del Benfica composto da Miguel, Nuno Gomes e Petit.

LA PARTITA – Portogallo e Spagna arrivarono all’ultima partita della fase a gironi senza certezze e con un solo obiettivo: vincere. Sconfitti all’esordio contro la Grecia, i portoghesi si erano ripresi nella seconda giornata battendo la Russia; la Spagna, invece, vinse la partita d’esordio contro i russi, per poi pareggiare contro gli ellenici. La classifica quindi recitava: Grecia e Spagna 4 punti, Portogallo 3, Russia 0. Serve una prova di carattere e una vittoria ad entrambe le squadre, lo sanno i due c.t., lo spagnolo Iñaki Saez e il brasiliano Felipe Scolari, che modificano leggermente le formazioni a causa di infortuni e squalifiche. C’è agonismo in campo e l’arbitro svedese Frisk è costretto fin dai primi minuti a distribuire cartellini gialli per raffreddare gli animi. La Spagna macina gioco, ma è il Portogallo a sfiorare il gol a metà primo tempo con Miguel, la cui conclusione viene respinta in tuffo da Casillas. Prevale leggermente il Portogallo, che però allo scadere del primo tempo trema pericolosamente quando un colpo di testa di Torres finisce alto di un soffio. All’intervallo Scolari opera una sostituzione rilevando un evanescente Pauleta per Nuno Gomes. La mossa si rivelerà vincente, perché dopo soli dodici minuti l’attaccante del Benfica sblocca il risultato con un gol bellissimo: Figo lo serve ai 20 metri spalle alla porta, Nuno Gomes evita Juanito e rientra sul destro per poi lasciar partire un tiro precisissimo che s’insacca alla destra di Casillas. Esplode il da Luz e tutto il Portogallo. Le Furie Rosse potrebbero pareggiare immediatamente, ma Raul manda incredibilmente alto di testa non sfruttando un’uscita a vuoto di Ricardo. Nonostante alcuni cambi, la Spagna non riesce a produrre risultati offensivi ed è il Portogallo a sfiorare il secondo gol, ma trova sulla propria strada Casillas, che chiude la porta alla punizione di Figo e al colpo di testa di Costinha. Dopo tre minuti di recupero Frisk fischia tre volte: è il tripudio portoghese e la disperazione spagnola. La classifica finale recita Portogallo 6 punti, Grecia e Spagna 4, Russia 3, ma in virtù delle reti segnate sono gli ellenici ad accedere ai quarti di finale insieme ai portoghesi. Grecia e Portogallo qualificate, Spagna e Russia a casa, il resto è storia.

Il tabellino:

SPAGNA: Casillas; Puyol, Juanito (80’ Morientes), Helguera, Raul Bravo; Joaquin (72’ Luque), Albelda (66’ Baraja), Xabi Alonso, Vicente; Raul, Torres. Allenatore: Iñaki Saez
PORTOGALLO: Ricardo; Miguel, Jorge Andrade, Ricardo Carvalho, Nuno Valente; Maniche, Costinha; Figo (78’ Petit), Deco, Cristiano Ronaldo (85’ Fernando Couto); Pauleta (46’ Nuno Gomes). Allenatore: Felipe Scolari
ARBITRO: Frisk (SWE)
RETE: 57' Nuno Gomes

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