Tutto quello che c'è da sapere sul calcio alle Olimpiadi

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I cerchi olimpici all'esterno dell'Old Trafford (Getty Images)
Sedici squadre, un unico obiettivo: la medaglia d’oro. Il calcio alle Olimpiadi è sempre stato visto come un pesce fuor d’acqua, uno sport che c’entra poco e niente con gli altri, ritenuti più nobili e degni dei cinque cerchi. Quest’anno il torneo olimpico vede tre squadre superiori alla media, cioè Brasile, Spagna e Uruguay, più una serie di squadre che possono inserirsi in zona medaglia come Svizzera, Messico e Gran Bretagna. Riservato alle rappresentative Under-23, che possono essere integrate con tre fuoriquota, il torneo si articola in una fase con quattro gironi, quarti di finale, semifinale, finale per la medaglia di bronzo e finale per la medaglia d’oro.

GRUPPO A – Il gruppo A è composto dalla squadra di casa, vale a dire la Gran Bretagna, Senegal, Emirati Arabi Uniti e Uruguay. Grandi favorite per il passaggio del turno sono proprio i padroni di casa e la Celeste, che sembrano una spanna sopra le altre due squadre. Affidata a Stuart “Psycho” Pearce la direzione tecnica del team, la Gran Bretagna è una squadra che può sorprendere in questo torneo, sia perché potrà contare su un pubblico favorevole, ma anche e soprattutto per la qualità della rosa assemblata da Pearce, che ha scelto come fuoriquota i gallesi Giggs e Bellamy, oltre a Micah Richards, puntando poi su ragazzi di grande qualità come Joe Allen (’90-Swansea), Aaron Ramsey (’90-Arsenal), Tom Cleverley (’89-Manchester United) e Daniel Sturridge (’89-Chelsea). L’avversaria più temibile, come detto, è l’Uruguay, squadra dallo straordinario potenziale offensivo, poiché il c.t. Oscar Tabarez avrà l’imbarazzo della scelta su chi schierare tra i fuoriquota Cavani e Luis Suarez, gli “italiani” Abel Hernandez e Ramirez, e il gioiellino del Benfica Urretaviscaya; elementi interessanti anche in difesa, dove si metteranno in mostra Coates (’90-Liverpool), Polenta (’92-Genoa) e Alexis Rolin, classe ’89 del Nacional di Montevideo che interessa molto a Roma e Siviglia. Le altre due squadre del raggruppamento sono Senegal e Emirati Arabi Uniti, inferiori tecnicamente ma vogliosi di mettere i bastoni fra le ruote alle due big; tra gli africani da tenere d’occhio i difensori centrali Abdoulaye Ba (’91-Academica de Coimbra) e Papa Gueye (’84-Metalist Kharkiv), il centrocampista Cheikhou Kouyaté (’89-Anderlecht) e l’attaccante Moussa Konaté (’93-Maccabi Tel Aviv), mentre tra gli asiatici attenzione a Ismael Matar, attaccante classe ’83 con più di cento presenze in Nazionale, e al capitano Hamdan Al Kamali, difensore centrale classe ’89 con un’esperienza in Francia nella squadra B del Lione.

GRUPPO B – Composto da Gabon, Messico, Corea del Sud e Svizzera, ha nei centroamericani e negli elvetici le favorite d’obbligo, con gli asiatici nel ruolo di terzo incomodo. Nonostante sia la vittima sacrificale del gruppo, il Gabon parte alla volta di Londra con alcuni elementi interessanti e ambiti in sede di calciomercato come il difensore centrale del Lorient Bruno Ecuele Manga (’88) e l’attaccante Pierre Aubameyang (’89), autore di sedici reti lo scorso campionato con la maglia del Saint-Étienne. Il Messico di Luis Fernando Tena, 54enne allenatore messicano, si presenta ai nastri di partenza con una squadra tutta da scoprire e interamente composta da calciatori del campionato messicano, con l’eccezione della stella Giovani dos Santos, di proprietà del Tottenham e reduce da una discreta stagione in Spagna al Racing Santander; difesa imperniata sui fuoriquota Corona, portiere e capitano, e Salcido, gli elementi su cui focalizzare l’attenzione sono il centrocampista Marco Fabian (’89-Guadalajara) e difensori Hiram Mier (’89-Monterrey) e Nestor Araujo (’91-Cruz Azul). Chi dovrà lottare per strappare la qualificazione ai quarti di finale è la Corea del Sud, che niente ha da invidiare al Messico, mentre appare leggermente indietro rispetto alla Svizzera; forte di molti elementi già nel giro della Nazionale maggiore, i punti di forza sono rappresentati dal centrocampista del Celtic Ki Sung-Yeung (’89), dagli attaccanti Ji Dong-Won (’91-Sunderland) e Park Chu-Young (’85-Arsenal) e dal difensore Yun Suk-Young (’90-Chunnam Dragons). The last but not the least, la Svizzera di Pierluigi Tami, qualificata alle Olimpiadi come vice-campione di Europa Under-21 dietro alla Spagna pigliatutto. Priva della stellina Shaqiri, recentemente trasferitosi al Bayern Monaco, gli elvetici sono una squadra che gioca insieme da molto tempo e punteranno sulla compattezza per avere la meglio su avversari più quotati; se in porta il fuoriquota Benaglio (’83) è una sicurezza, in difesa e a centrocampo risaltano le qualità di Rodriguez (’92-Wolfsburg), Frei (’89-Basilea) e Kasami (’92-Fuhlam), mentre in attacco manca un bomber di razza, anche se Emeghara (’89-Lorient) e Mehmedi (’91-Dynamo Kiev) non sono da sottovalutare.

GRUPPO C – Il gruppo C presenta quella che è la grande favorita dell’intero torneo, cioè il Brasile, che affronterà nella fase a gironi avversari di caratura inferiore, almeno sulla carta, come Bielorussia, Egitto e Nuova Zelanda. I verdeoro, guidati in panchina dall’allenatore della Nazionale maggiore Mano Menezes, sono un vero e proprio squadrone, un dream team che mette paura a tutti, Spagna inclusa. Qualità in quantità industriale, a partire dal pacchetto offensivo, dove si contenderanno tre maglie Neymar, Hulk, Pato e Leandro Damiao, per proseguire con il centrocampo, in cui spiccano i nomi di Sandro, Lucas, Ganso e Oscar, e finire in difesa, guidata da capitan Thiago Silva e Marcelo. Se il primo posto del girone di proprietà esclusiva del Brasile, il secondo posto sarà una questione a tre, con la Bielorussia che appare superiore a Egitto e Nuova Zelanda. Terza europea del torneo, i bielorussi hanno nei fuoriquota Kornilenko (’83) e Renan Bressan (’88) gli elementi più interessanti, oltre al portiere Hutar (’89-BATE Borisov) e Varankow (’89-Neman Grodno). Unica rappresentante del calcio oceanico, la Nuova Zelanda ha una rosa priva di campioni ma con tanti calciatori interessanti, a partire dall’attaccante Kosta Barbarouses (’90), acquistato in questa sessione di mercato dal Panathinaikos, e dal centravanti Chris Wood (’91) del West Bromwich. Attenzione anche al portiere Gleeson (’90), all’esterno Rojas (’91) e all’attaccante Payne (’94); in mezzo a tanta gioventù sarà fondamentale l’esperienza dei veterani Nelsen, capitano classe ’77, e Smeltz, classe ’81 autore di venti reti in Nazionale maggiore. Chi sembra destinato ad un torneo privo di speranze è l’Egitto, allenato dal totem Hany Ramzy (124 presenze in nazionale), che punta tutto sui tre fuoriquota convocati, cioè il difensore Fathy (’83), il centrocampista Aboutrika (’78) e l’attaccante Motaeb (’83); da annotare la presenza in rosa di due soli calciatori che giocano all’estero: l’attaccante Salah del Basilea e il difensore Hegazy della Fiorentina.

GRUPPO D – È il girone della Spagna, e questo basta ad accendere i riflettori sull’intero torneo e a oscurare le altre componenti del gruppo, vale a dire Honduras, Giappone e Marocco. Se il Brasile è il dream team del torneo, la Spagna non ha niente da invidiare, anzi, come qualità complessiva è sui livelli della Seleçao e punta dritta alla finale di Wembley. Le Olimpiadi saranno il torneo in cui potranno mettersi in mostra tanti elementi esclusi dalla rosa di Euro 2012, come Muniain, Adrian Lopez e De Gea, o poco considerati dal c.t. Del Bosque, come Mata e Javi Martinez; oltre a loro, Azpilicueta, Ander Herrera e Botia saranno da tenere sott’occhio, così come Jordi Alba, che si candida ad un ruolo da protagonista anche a Londra 2012 dopo essere stato importante nella vittoria del recente Europeo. Come nel gruppo C, il secondo posto sarà una questione riservata alle altre tre squadre, anche se il Giappone sembra superiore al Marocco, mentre l’Honduras non sembra poter competere. Forte dei molti calciatori militanti in Bundesliga (Hiroki Sakai, Gotoku Sakai, Otsu, Usami, Kiyotake), i nipponici sono una squadra discreta, in cui spiccano i suddetti calciatori e il capitano Yoshida, di proprietà dell’olandese VVV-Venlo. Il Marocco, allenato dall’olandese Pim Verbeek, ha vari elementi di sicuro valore, a partire dal fuoriquota Kharja, oltre El Kaddouri (’90), El Kaoutari (’90) e Labyad (’93). L’Honduras, invece, ha poco da chiedere al torneo se non fare belle figure contro avversari superiori, anche se nel calcio non è mai deciso niente in partenza; Maynor Figueroa (’83) e Leveron (’90) guideranno la difesa, a centrocampo spazio a Najar (’93) e Espinoza (’86), mentre in attacco tutto dipenderà da Bengtson (’87) e Lozano (’93).

GLI STADI – Sono ben sei gli impianti che ospiteranno le trentadue partite del torneo olimpico maschile, distribuiti lungo tutto il Regno Unito, con l’eccezione dell’Irlanda del Nord. Lo stadio che sarà il teatro della partita di esordio della selezione britannica (contro il Senegal) è l’Old Trafford di Manchester, 75.811 posti a sedere, casa storica del Manchester United; oltre a questo match, qui si giocheranno anche altre quattro partite della fase a gironi, un quarto di finale e una semifinale. L’altro grande stadio del torneo non può che essere Wembley, gioiello architettonico da 90.000 spettatori rinnovato nel 2007; qui si giocheranno tre partite della fase a gironi, un quarto di finale, una semifinale e la finale per la medaglia d’oro dell’11 agosto. Gli altri due stadi inglesi della competizione sono il St. James’ Park di Newcastle, impianto da 52.387 spettatori costruito nel lontano 1892 e ristrutturato tra il 1998 e il 2000, sede di cinque partite della fase a gironi e di un quarto di finale, e il City of Coventry Stadium di Coventry, ufficialmente conosciuto con il nome di Ricoh Arena per questioni di sponsor, impianto da 32.609 posti in cui si giocheranno cinque partite della fase a gironi. Tra i due impianti non inglesi ci sono due stadi dalla storia diversa ma dal fascino simile: il Millennium Stadium di Cardiff e l’Hampden Park di Glasgow. Inaugurato nel 1999, il Millennium Stadium è il teatro delle sfide delle nazionali gallesi di rugby e calcio; capienza di 74.500 posti, ospiterà le interessanti sfide Gran Bretagna-Uruguay, Messico-Svizzera e Brasile-Egitto nella fase a gironi, un quarto di finale e la finale per il 3°/4° posto. Hampden Park, invece, è uno degli stadi storici del calcio britannico, visto che la sua costruzione risale al 1903 ed è da sempre la casa della nazionale scozzese di calcio, oltre che del Queen’s Park F.C., club fondato nel 1867 e attualmente in quarta divisione scozzese; 52.063 posti di capienza, ospiterà solo tre partite della fase a gironi, tra cui la partita di esordio della Spagna contro il Giappone.

GLI ARBITRI – Scelti direttamente dalla FIFA, sono sedici i direttori di gara che si alterneranno lungo tutto il torneo. A rappresentare la federazione asiatica (AFC) ci saranno l’uzbeko Ravshan Irmatov, il giapponese Yuichi Nishimura e l’australiano Ben William, per l’Africa (CAF) il gambiano Bakary Gassama e il tunisino Slim Jedidi, per la federazione centro-nordamericana (CONCACAF) il messicano Roberto Garcia e lo statunitense Mark Geiger, per il Sudamerica (CONMEBOL) ci saranno il boliviano Raul Orosco, il colombiano Wilmar Roldan e il venezuelano Juan Soto, per la federazione dell’Oceania (OFC) ci sarà il neozelandese Peter O’Leary, mentre per l’Europa (UEFA) saranno ben cinque i direttori di gara, nello specifico il tedesco Felix Brych, il britannico Mark Clattenburg, il ceco Pavel Kralovec, il norvegese Svein Oddvar Moen e l’italiano Gianluca Rizzoli.

IL PROGRAMMA – Si parte il 26 luglio con la prima giornata della fase a gironi, mentre la seconda giornata avrà luogo il 29 luglio e la terza il primo agosto. I quarti di finale, giocati dalle prima due classificate per ogni girone, avranno luogo il 4 agosto, mentre le semifinali si giocheranno il 7 agosto. Tre giorni dopo, cioè il 10 agosto, finale per la medaglia di bronzo al Millennium Stadium di Cardiff, mentre il giorno seguente (11 agosto) atto conclusivo con l’assegnazione della medaglia d’oro nel suggestivo teatro di Wembley.

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