Messico e Giappone in semifinale con goleada

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Aquino segna e il Messico esulta: è il momentaneo 2-0 (Getty Images)

GIAPPONE-EGITTO 3-0 (14’ Nagai, 79’ Yoshida, 83’ Otsu) – Parte subito forte la formazione nipponica, che già dopo un paio di minuti cerca la via della rete con Kiyotake, ma la sfera esce. Forza la mano il Giappone ed è ancora pericoloso con Suzuki, poi al 14’ passa in vantaggio con Nagai: Kiyotake ruba palla sulla destra e lancia di prima intenzione il compagno, che al centro dell’area anticipa portiere e difensore e insacca a porta vuota. Pochi minuti dopo aver segnato il gol, Nagai deve lasciare il campo a Saito in seguito ad un infortunio. Per vedere un tiro dell’Egitto verso la porta difesa da Gonda occorre aspettare la mezz’ora, quando finalmente la formazione di Ramzy sembra svegliarsi e riuscire ad organizzare trame offensive; nell’arco di pochi minuti, infatti, prima Aboutrika, poi Meteab e infine Ramadan non inquadrano il bersaglio grande. Al 41’ Egitto in dieci a causa dell’espulsione di Saad per fallo da ultimo uomo sul subentrato Saito. La partita scorre senza sussulti fino all’intervallo. Nella ripresa, ci prova subito Yamaguchi, ma senza successo.

3-0 Otsu: il Giappone è in semifinale (© Getty Images)
Tra sostituzioni e falli la partita viene interrotta spesso, condizione ideale per il Giappone, che così può gestire il minimo vantaggio senza grossi problemi. Il primo tiro in porta della partita di marca egiziana giunge al 77’, quando El Neny riesce vede il proprio tiro respinto dall’estremo difensore avversario. Se le speranze egiziane potevano essere riaccese, ci pensa Yoshida a spegnerle definitivamente segnando il gol del raddoppio dopo un paio di minuti: calcio di punizione dalla destra, il capitano nipponico si smarca a centroarea e insacca con un colpo di testa preciso. Cinque minuti più tardi Otsu, che già aveva giustiziato la Spagna, porta a tre le reti di vantaggio con un bel colpo di testa su cross di Ohgihara dalla sinistra. Nel finale di gara ci pensa il neoentrato Usami, la scorsa stagione al Bayern Monaco, a vivacizzare una partita ormai decisa, ma il nuovo giocatore dell’Hoffenheim non riesce ad incrementare il già ampio vantaggio. Finisce 3-0, il Giappone è la prima semifinalista di Londra 2012.


MESSICO-SENEGAL 4-2 d.t.s. (10’ Enriquez, 62’ Aquino, 98’ dos Santos, 109’ Herrera; 69’ Konaté, 76’ Balde) – Due tra le formazioni più interessanti del torneo si affrontano già ai quarti di finale. Partenza arrembante del Senegal, che già dopo tre minuti di gioco colpisce un legno con Kouyate, molto sfortunato nella circostanza. A passare in vantaggio, però, è il Messico, che al 10’ sblocca il risultato con Enriquez, pronto a deviare di testa una punizione ben calciata da Giovani dos Santos. I Leoni non si fanno abbattere e con Konaté sfiorano il pareggio immediato, ma il destro del capocannoniere del torneo (4 reti) viene respinto in angolo da Corona. La formazione africana fa la partita, ma non riesce ad impensierire seriamente Corona, la cui porta non viene mai centrata dai tentativi degli avversari; i centroamericani, invece, giocano di rimessa, sfruttando gli spazi lasciati per creare azioni offensive, anche se gli sforzi producono giusto un paio di corner e qualche tiro fuori misura. Al 35’ Konaté e Jimenez entrano in contatto in area messicana, ma l’inglese Clattenburg, arbitro del match, non lo ritiene tale da essere punito con il calcio di rigore e giustamente lascia proseguire. Poco prima dell’intervallo il Messico ha l’opportunità per raddoppiare, ma Oribe Peralta, servito da un bel cross dalla sinistra di Fabian, tutto solo davanti a Mane manda incredibilmente a lato di testa.

Balde esulta dopo il 2-2 (© Reuters Pictures)
Nella ripresa, al 55’ buona occasione per il pareggio senegalese con Pape Souare, ma il suo colpo di testa da distanza ravvicinata viene respinto da Corona. Altro rigore richiesto dal Senegal per un tocco di mano di Salcido su tiro di Yero: stavolta qualche dubbio in c’è. Al 62’ il Messico raddoppia con Aquino, che approfitta di un mezzo pasticcio difensivo senegalese e spara in rete un pallone vagante al limite dell’area piccola. Timida reazione del Senegal con una debole conclusione al volo del solito Konaté. Al 69’ Konaté accorcia le distanze: discesa sulla sinistra di Souare, cross al bacio per il numero 7 e colpo di testa vincente per il quinto gol olimpico. Passano sette minuti e il Senegal ottiene il meritato pareggio: corner dalla sinistra, Ibrahima Balde, entrato da un poco più di un quarto d’ora, svetta in mezzo all’area e insacca di testa. Nel recupero Peralta di testa sfiora il gol vittoria, ma il pallone esce alto. La partita non si sblocca e così si va ai supplementari. Il primo squillo della mezz’ora supplementare è di Peralta, che impegna dalla distanza Mane; poco dopo sempre l’estremo difensore senegalese si rende protagonista di una bella respinta su tiro di Fabian. Al 98’ il Messico si riporta in vantaggio sfruttando un errore grossolano di Papa Gueye in disimpegno; il difensore centrale, infatti, si addormenta con il pallone tra i piedi al limite dell’area consentendo a dos Santos di appropriarsi del pallone e infilare Mane per la terza volta. Vicino al pareggio Sadio Mane, ma il suo tiro dall’interno dell’area viene ben respinto da Corona.

Al 109’ il Messico cala il poker: retropassaggio errato di Ba di testa per il proprio portiere, Jimenez non riesce ad approfittarne perché Mane respinge in uscita disperata, ma nelle vicinanze c’è Hector Herrera che di testa deposita il pallone nella porta lasciata sguarnita. Va avanti con l’orgoglio il Senegal, non si arrende al doppio svantaggio e con Ibrahima Balde impegna seriamente Corona, che riesce ad alzare in angolo un bel tiro al volo del senegalese. Termina con un pirotecnico 4-2 il secondo quarto di finale e la semifinale del 7 agosto, che si giocherà a Wembley, porrà di fronte Messico e Giappone.

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