Nel segno di Jovetic

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Dopo due anni e mezzo di delusioni e contestazioni, a Firenze pare essere tornato il sereno. Dopo la convincente vittoria in Coppa Italia contro il Novara, domato per l’intera gara e sconfitto 2-0, i viola di Montella bissano il successo in campionato contro l’Udinese, avversario più probante dei piemontesi nonostante l’ampio turn-over in vista del ritorno di Champions. E sono proprio i friulani a sbloccare il risultato al 28’ con “O Mago” Maicosuel, bravo ad insinuarsi nella difesa gigliata e a beffare Viviano con un diagonale sul secondo palo. Prima del vantaggio bianconero, la Fiorentina era andata vicinissima al gol con Ljajic, ma il connazionale Brkic gli ha negato la gioia del gol con un grande intervento. L’Udinese-2 non riesce a reggere l’onda d’urto del centrocampo viola dai piedi buoni, che progressivamente conquista il possesso palla (quasi del 70% a fine partita) e fa viaggiare sui giri giusti il motore della macchina guidata da Montella, che ha il merito di azzeccare i cambi nel momento in cui l’Udinese cala fisicamente.

Infatti, gli ingressi di Cuadrado, El Hamdaoui e Aquilani rinvigoriscono i gigliati, che al 67’ pareggiano i conti con un tiro di Jovetic deviato da Danilo. Da quel momento è un assalto al fortino bianconero, con l’intera Fiorentina riversata nella metà campo friulana alla ricerca del gol vittoria. Che arriva al 91’, ancora a firma Jovetic, il quale riceve in area di rigore un lancio di Aquilani da cinquanta metri e trafigge Brkic con un diagonale secco, preciso sul secondo palo. È l’apoteosi. Il Franchi esplode e il presidente Andrea Della Valle, completamente sudato e “costretto” in camicia, esulta come un tifoso qualsiasi della curva Fiesole, saltando e abbracciando il sindaco Renzi, grande tifoso viola e anch’egli in piena esaltazione.

Il triplice fischio di Mazzoleni libera la gioia per una vittoria meritata ma sofferta, perché per oltre un’ora la Fiorentina ha attaccato senza raccoglierne i frutti, poi negli ultimi venticinque minuti l’assalto ha dato i risultati sperati. Una prestazione collettiva più che sufficiente, anche se non manca qualche aspetto da rivedere, come per esempio la prestazione di Cassani, apparso fuori dal gioco nelle due fasi e sostituito dal più brillante Cuadrado, e i movimenti difensivi, ancora da affinare visto che i tre centrali si conoscono ancora poco. Passando ai singoli, impressionante la continuità e qualità di gioco di Borja Valero, tuttocampista che farà molto comodo a Montella nell’arco della stagione; molti applausi anche per Roncaglia, un vero e proprio “Torito” che non molla mai, portando qualche tifoso viola a rivedere in lui caratteristiche simili ad un grande del calcio argentino, e dal passato viola, come Passarella. Chi merita complimenti è Pasqual, cuore e polmoni per la causa viola, non a caso la fascia di capitano è al suo braccio. Per quanto riguarda gli altri, inutile aggiungere ulteriori commenti sulla prova di Nastasic, ormai un veterano dall'alto dei suoi diciannove anni, buono l'impatto sulla gara di Cuadrado, un po' inconcludente ma in crescita Ljajic, solito metronomo di centrocampo Pizarro.

E poi c’è lui, Jovetic. Il suo primo tempo è appannato, un po’ forzato in certe giocate, quasi lezioso. Vuole mettersi in mostra, vuole ergersi a stella della squadra, ma quando giochi con troppi pensieri in testa anche le cose più semplici vengono male. E così JoJo fatica nella prima frazione a trovare continuità di gioco e di fatto rende sterile l’attacco viola, che vive sulle flebili fiammate di Ljajic. Nella ripresa, invece, la musica cambia. Jovetic si mette a disposizione della squadra, dialoga spesso e volentieri con Borja Valero, e proprio dai piedi dello spagnolo parte l’assist per il gol del pareggio. Altre occasioni più o meno pericolose, ma l’apice giunge al primo minuto oltre il novantesimo. Cosa deve fare il numero dieci di ogni squadra? Servire il proprio attaccante in area. Aquilani, che veste la pesante dieci viola, recepisce il concetto e con un lancio di cinquanta (!) metri serve Jovetic in area, che controlla e trafigge Brkic. È il gol vittoria e la liberazione del pianeta Fiorentina. Come ha detto Montella nel dopogara, piedi per terra, perché siamo solo all’inizio e la strada è ancora lunga, troppo lunga per essere preda di facili entusiasmi. E allora percorriamola questa strada: prossima fermata Napoli.

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