L'amarezza dopo la beffa

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La gran botta di Roncaglia per il gol del momentaneo vantaggio gigliato
Subire il gol del pareggio al 93’ è sempre una beffa, soprattutto se ti priva di una vittoria che tutto sommato avresti meritato. È un po’ questa la sensazione della Fiorentina alla fine dei novanta, pazzi minuti contro il Parma, domato nel primo e poi lasciato libero nell’ultima mezzora di gara, troppo per portare a casa i tre punti. Partita pazza dicevamo, perché non è comune vedere una partita con un palo per parte e tre rigori, di cui due sbagliati. E uno dei due penalty è stato fallito da Jovetic all’88’, minuto ideale per chiudere la partita, però il montenegrino si è fatto ipnotizzare da Mirante e ha consentito al Parma di prendere fiducia nonostante l’inferiorità numerica (espulso Rosi nell’azione del rigore). Il numero otto gigliato è apparso fuori dalla partita, troppo individualista in alcuni frangenti e decisamente poco convinto sul dischetto dagli undici metri: prestazione insufficiente, da rivedere e migliorare per la partita di martedì contro la Juventus.

Chi convince, invece, sono Viviano e Roncaglia. Il portiere di Fiesole si è reso protagonista di alcuni grandi interventi, su tutti il rigore parato a Valdes e la respinta sul colpo di testa di Amauri, ma si è dovuto arrendere al secondo penalty del cileno. Nel post partita c’è amarezza nelle sue parole: “Siamo calati nel secondo tempo, quindi il pareggio poteva starci. È un peccato aver sbagliato un rigore al novantesimo. Sono deluso ma si vede che stiamo crescendo e abbiamo personalità. Martedì abbiamo una partita molto importante contro la Juventus e speriamo di regalare una gioia ai nostri tifosi”. Il difensore argentino, per tutti ormai semplicemente Facundo, poteva essere l’eroe del giorno se il gran gol da trenta metri fosse valso tre punti, ciò non è accaduto e a rendere meno limpida la sua prestazione c’è stato anche il fallo su Pabon per il primo rigore. Queste le sue dichiarazioni: “Sono molto contento perché è il mio primo gol in Italia. Peccato perché non sono arrivati i tre punti. Pabon l’ho toccato poco, in Argentina non si danno certi rigori. Adesso dobbiamo pensare alla Juve e a vincere, dobbiamo fare bene e mostrare coraggio”.

Come detto, l’amarezza regna sovrana in casa viola e anche mister Montella rispecchia questo stato d’animo. Queste le sue dichiarazioni nel dopogara: “Abbiamo giocato un buonissimo primo tempo, mentre nel secondo ci siamo abbassati molto e non siamo stati bravi nel difenderci. Potevamo sfruttare meglio le nostre occasioni nel primo tempo, non le abbiamo concretizzate e così abbiamo dato modo al Parma di acquisire sicurezza. C’è ancora molto da lavorare, ma anche la soddisfazione di vedere una squadra che cerca sempre di giocare al calcio. L’approccio mentale non è stato sbagliato, anche se nella ripresa abbiamo dimostrato che dobbiamo lavorare di più per essere consci dei nostri mezzi. Jovetic si è dato da fare anche in fase di non possesso; i rigori si possono sbagliare e da parte mia non c’è stato nessun rimprovero. La scelta di Seferovic è stata tecnico-tattica, perché ha caratteristiche che si integrano bene con quelle di Jovetic e ha dato il suo contributo. La partita con la Juventus? L’attesa è forte come quella di Roma, ma a differenza del derby romano a Firenze non si incontrano gli juventini”.


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