Montella ci crede: "A Milano per fare il nostro gioco"

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Vigilia di Inter-Fiorentina, altra partita di cartello dopo il pareggio di quattro giorni fa contro la Juventus. Quella contro i nerazzurri sarà anche l’ultima partita del tour de force dei viola, che hanno raccolto due pareggi contro Parma e Juventus e cercano il colpo grosso nella trasferta del “Meazza”. L’ultima vittoria della Fiorentina contro l’Inter risale all’otto febbraio 2006, quando al “Franchi” i gol di Brocchi e Jimenez resero inutile il gol nerazzurro di Recoba (2-1 il finale). A “San Siro”, però, l’acuto gigliato manca dal lontano sette maggio 2000, quando i viola di Trapattoni schiantarono i nerazzurri con un netto 4-0, grazie alla doppietta di Chiesa e alle reti di Batistuta e Bressan.

La partita di domenica sera rappresenta un altro banco di prova per Vincenzo Montella e la sua Fiorentina, attesa al secondo big match di campionato. Nella consueta conferenza stampa pre-gara, il tecnico campano ha risposto alle domande dei giornalisti sul match e altro: “Domani sera dobbiamo provare a fare del nostro meglio. Non dobbiamo essere arroganti, l’Inter è una squadra di grande qualità. L’assenza di Sneijder e Palacio sarebbe un vantaggio se giocassero in nove, scherzi a parte, hanno giocatori importanti. Hanno un punto in più di noi, non sono d’accordo con chi dice che non hanno fatto cose straordinarie. Mi auguro che la squadra non perda la concentrazione necessaria. Stramaccioni è un amico, abbiamo lavorato insieme per alcuni anni. Se un tecnico giovane prende una panchina importante come quella dell’Inter vuol dire che ne è all’altezza. La differenza tra noi due? Lui vive per il suo lavoro, ha iniziato da giovane, le differenze non so quali siano. Contro la Juventus i ragazzi hanno fatto una grande partita, ma non l’abbiamo vinta. È bello vedere la propria squadra giocare con questa personalità, ma la valutazione di un gruppo si fa a lungo termine. La continuità è un valore di una squadra”.

Considerazioni anche su qualche singolo e sulle aspirazioni del club: “Il terzo scudetto a Firenze? Difficilmente ricordo i sogni, per quanto riguarda quelli ad occhi aperti sono molto pratico. Cuadrado è consapevole del ruolo che ricopre, però potrebbe attaccare di più la profondità; per fare il salto di qualità deve maturare, tenendo un po’ di questa sua spensieratezza. Mati Fernandez? Bisogna valutare l’insieme della squadra, lui è un giocatore e molto duttile. Ljajic ha reagito e si è sacrificato bene, però deve essere più risolutivo. I gol dei centrocampisti? Ci stiamo lavorando, in questo momento ci manca Aquilani. Se firmerei per l’Europa League? No, non firmerei: potrei essere contento così come potrei essere scontento, perché non sai l’andamento della squadra e del campionato. La dirigenza mi ha chiesto di giocare e questo sto cercando di fare”.

Passando al terrendo di gioco, soliti dubbi di formazione per Montella, che ancora una volta non avrà a disposizione Aquilani, Della Rocca e El Hamdaoui. Confermato il pacchetto arretrato, con Roncaglia, Rodriguez e Tomovic davanti a Viviano. A centrocampo Pizarro, Borja Valero e Pasqual sono sicuri del posto, mentre Cassani e Cuadrado si giocano la maglia di esterno destro, e Romulo e Migliaccio quella di mezzala destra. In attacco, inamovibile Jovetic, al suo fianco ballottaggio tra Ljajic e Mati Fernandez, con il serbo leggermente in vantaggio.

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