Attenti a Mkhitaryan

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Nello Shakhtar Donetsk, avversario della Juventus in Champions League, sono molti gli elementi interessanti, ma uno in particolare sta attirando le attenzioni di giornalisti e tifosi: Henrik Mkhitaryan. Andiamo a conoscere carriera e numeri del gioiellino armeno allenato Mircea Lucescu.

(Getty Images)
Nome completo: Henrikh Hamleti Mkhitaryan
Data di nascita: 21 gennaio 1989
Luogo di nascita: Yerevan (Armenia)
Nazionalità: Armena
Altezza: 1,78 m
Peso: 71 kg
Ruolo: Centrocampista offensivo
Squadra di appartenenza: Shakhtar Donetsk
Carriera: 2006/09 Pyunik Yerevan (89/35), 2009/10 Metalurg Donetsk (46/17), 2010/- Shakhtar Donetsk (77/30)
Nazionale: Armenia Under-17 (5/1), Under-19 (6/1), Under-21 (13/9), A (33/8)

GLI INIZI IN PATRIA – Henrikh Mkhitaryan nasce il 21 gennaio 1989 a Yerevan, capitale dell’Armenia, e comincia la sua carriera a sei anni quando entra nella scuola calcio del Pyunik FC, il club della capitale. Nel 2006, all’esordio in prima squadra colleziona dodici presenze e un gol, tutte nella massima divisione armena. Nelle stagioni successive diventa in breve tempo un titolare fisso dell’undici biancoblu e nei quattro anni di permanenza nel club totalizza ottantanove presenze e trentacinque reti tra campionato e coppe nazionali e continentali. Proprio in una partita dei preliminari di Champions 2007/08 affronta lo Shakhtar, squadra che evidentemente era nel destino di Henrikh. I quattro anni nel Pyunik sono molti soddisfacenti anche dal punto di vista dei trofei, visto che vince quattro campionati armeni, una coppa nazionale e due supercoppe, tutte da protagonista: uno score invidiabile per un appena ventenne.

L’APPRODO IN UCRAINA – Troppo forte per restare nel campionato armeno, molte società cominciano a bussare alla porta del Pyunik per acquistare il centrocampista: Lione, Lille, Lokomotiv Mosca, addirittura il Boca Juniors. Dal mazzo delle pretendenti, però, Mkhitaryan estrae la carta più sconosciuta e improbabile: quella del Metalurg Donetsk. Bastano 400mila euro agli ucraini per assicurarsi uno dei prospetti più interessanti a livello europeo e fin da subito Mkhitaryan dispensa buone prestazioni. In gol all’esordio nei preliminari di Europa League contro i bielorussi del Partizan Minsk, da quel momento è un titolare fisso nello scacchiere tattico di Nikolai Kostov, che lo schiera in mezzo al campo ma con licenza di attaccare. E Mkhitaryan interpreta al meglio le consegne del proprio allenatore e nei tredici mesi di permanenza nel club segna diciassette reti in quarantasei presenze. Un bottino importante che lo rende, ancora una volta, uno degli interpreti più ricercati nel ruolo. In Inghilterra (Tottenham) e Germania (Werder Brema) cominciano a muoversi per lui, ma a spuntarla è l’altra squadra di Donetsk, lo Shakhtar dei brasiliani.

In Nazionale (Getty Images Europe)
L’ESPLOSIONE IN ARANCIONERO – Otto milioni di euro è la cifra sborsata dal magnate Rinat Akhmetov per “scippare” la stella ai rivali del Metalurg e per superare le avances di altri club europei. Arrivato ad agosto 2010, quindi con il campionato ucraino già in corso da quasi un mese, Mkhitaryan debutta con la nuova maglia il 10 settembre contro l’Obolon. Un altro esordio da sottolineare è quello in Champions League, stavolta quella che conta, dove gioca ben sette partite tra fase a gironi, ottavi e quarti di finale, affrontando tra le altre Arsenal, Roma e Barcellona. La prima stagione con i Minatori è oltremodo soddisfacente, visto che conquista il triplete campionato, coppa e supercoppa. Nella stagione 2011/12 conquista definitivamente la maglia da titolare e la fiducia di Lucescu, che, viste le attitudini offensive, decide di avanzarlo a trequartista nel 4-2-3-1, rendendolo libero di colpire negli ultimi sedici metri avversari. Mkhitaryan recepisce bene gli ordini e si rivela essere decisivo nella conquista del secondo campionato consecutivo con dieci reti; oltre a questo, vince con la squadra la seconda coppa nazionale consecutiva e viene insignito dai tifosi, tramite sondaggio sul sito ufficiale del club, del premio come miglior giocatore dello Shakhtar in campionato. Tutto ciò porta all’inizio di questa stagione, dove il rendimento di Mkhitaryan è tra i migliori in assoluto in Europa. Tredici reti in dieci presenze di campionato, doppietta all’esordio stagionale in Champions che, sommate alle due presenze in coppa d’Ucraina, fanno un totale di tredici presenze e quindici reti: un ruolino di marcia da “top player”.

CARATTERISTICHE – Mkhitaryan è un centrocampista offensivo, anche se in passato è stato utilizzato come mezzala nel centrocampo a tre. Capace di giocare da trequartista sia nel 4-3-2-1 che nel 4-2-3-1, riesce a disimpegnarsi bene anche come seconda punta in appoggio nel 4-4-2 (o 4-4-1-1). Ambidestro, fa della freddezza e della concretezza le sue armi migliori; infatti, capisce quando cercare l'azione personale e quando lo scambio con i compagni. Letale in zona gol, è apprezzato anche come uomo assist, caratteristica fondamentale per i calciatori come lui. Accostato allo juventino Marchisio per quanto riguarda i tempi di inserimento, rispetto al bianconero ha una capacità realizzativa superiore ma condivide la duttilità tattica.

TRA PRESENTE E FUTURO – Nazionale armeno dai tempi dell’Under-17, il prossimo 12 ottobre affronterà proprio l’Italia nelle qualificazioni ai Mondiali 2014. Figlio d’arte (il padre Hamlet fu il bomber dell’Ararat Yerevan negli anni ’80), Mkhitaryan parla fluentemente cinque lingue (armeno, russo, inglese, francese e portoghese) e anche per questa sua caratteristica è appetito da vari club dell’Europa occidentale. Tifoso dell’Arsenal, non è escluso che un domani Arsene Wenger non chiami lo Shakhtar per sondare il prezzo del cartellino, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 15-20 milioni di euro. Quel che è certo è che Lucescu non si priverà molto facilmente del suo gioiellino.

I PRIMI 20 GOL DI MKHITARYAN NELLO SHAKHTAR:

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