È sempre Fiorentina-Juventus

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È passato un mese esatto dal confronto sul campo tra Fiorentina e Juventus. Finì 0-0 e i viola dominarono i rivali bianconeri per tutta la partita. Evidentemente dalle parti di Torino a qualcuno non è andato giù quello stop inaspettato. E quel qualcuno è il dg della Juventus Beppe Marotta, che a margine dell’assemblea degli azionisti della società ha voluto dire per l’ennesima volta la propria versione sull’ormai famoso affare-Berbatov: “Noi abbiamo contattato subito l’entourage del calciatore e ci ha detto subito che non sarebbe andato alla Fiorentina perché voleva seguire un suo ex allenatore al Fulham. Non abbiamo fatto nessun sgarbo alla Fiorentina, anzi, gli abbiamo fatto un favore ed evitato una figuraccia. Ci hanno attaccato per giustificare una loro lacuna. Avevano preparato un cerimoniale di accoglienza, pur sapendo che il giocatore non sarebbe mai arrivato”.

Non tarda ad arrivare la risposta del ds gigliato Daniele Pradè, che con la solita calma ribatte alle dichiarazioni provenienti da Torino: “Ridica a me quelle cose da soli in una stanza, guardandomi negli occhi. Non c’è bisogno di aggiungere altro”. La ferita è ancora aperta dalle parti di viale Manfredo Fanti, ma la voglia di guardare avanti e di gustarsi la squadra costruita con calma e perizia dallo stesso Pradè e da Macia fa passare in secondo piano gli screzi dell’ultimo mercato. Certo, nessuno dimentica, anche perché è impossibile dimenticare la manovra eseguita da Marotta e collaboratori lo scorso 28 agosto, quando intercettarono Berbatov a Monaco di Baviera per scipparlo alla Fiorentina. Il resto è storia passata, o almeno così dovrebbe essere.

Parallelamente al confronto tra i due direttori, ce n’è un altro che avanti da tempo ed è quello tra Diego Della Valle, patron dei viola, e la FIAT, azienda da sempre legata a doppio filo con i bianconeri. Nella serata di giovedì l’imprenditore marchigiano, ospite della trasmissione televisiva “Servizio Pubblico”, ha usato aggettivi interessanti per l’amministratore delegato Marchionne, definito “un Mago Otelma delle quattro ruote”, e gli eredi della famiglia Agnelli, appellati come “ragazzi che non sono grandi lavoratori”. Una frase, però, ha colpito in particolare Andrea Agnelli, attuale presidente della Juventus, che si è sentito tirato in causa quando Della Valle dice che: “È con gli Agnelli che bisogna parlare, e per farlo bisogna andarli a cercare in qualche discoteca”. Il rampollo di casa, lasciando da parte il tanto usato e abusato stile Juve, replica al patron gigliato: “A lui dico che vado poco in discoteca, l’ultima volta è stata per festeggiare lo scudetto. Auguro anche a lui di andarci”. Eccola la stilettata finale, che farà acclamare il presidente-tifoso ancor di più dal popolo bianconero. E lo renderà ancora più antipatico a quello viola, che di certi personaggi e comportamenti ne fanno volentieri a meno.

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