Classe e sacrificio: Oliver Torres

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Il movimento calcistico spagnolo è uno dei più floridi di talenti degli ultimi anni e i successi delle Furie Rosse a livello giovanile ne sono la testimonianza. Campioni di Europa Under-21 e Under-19 in carica, in Spagna non c’è club che non abbia almeno un gioiellino da esporre e da proteggere gelosamente dalle attenzioni altrui. Ce n’è uno in particolare che sta facendo girare la testa a Manchester United, Chelsea e Arsenal, che da molto tempo monitorano le sue prestazioni e i suoi progressi, valutando un possibile ingaggio futuro. Il calciatore in questione è gioca nell’Atletico Madrid, ha diciotto anni e si chiama Óliver Torres: andiamo a conoscerlo.

Nome completo: Óliver Torres Muñoz
Data di nascita: 10 novembre 1994
Luogo di nascita: Navalmoral de la Mata (Spagna)
Nazionalità: Spagnola
Altezza: 1,78 m
Peso: 70 kg
Ruolo: Centrocampista offensivo
Squadra di appartenenza: Atletico Madrid
Carriera: 2000/2004 Escuela Morala, 2004/05 Fundación Marcet, 2005/- Atletico Madrid (2/0), Atletico B (12/1)
Nazionale: Spagna Under-16, Under-18 (2/0), Under-19 (9/0)

CARRIERA – Óliver Torres Muñoz nasce il 10 novembre 1994 a Navalmoral de la Mata, piccola cittadina spagnola della provincia di Cáceres, comunità di Extremadura. Di origini umili, comincia a giocare a calcio molto presto nell’Escuela Morala, piccolo club della zona, dove si batte con successo anche contro bambini di quattro anni più grandi. A dieci anni lascia la famiglia per trasferirsi a Barcellona nella Fundación Marcet, scuola internazionale di calcio per giovani; qui Torres gioca ancora con ragazzi più grandi senza risentire del divario di età e, inoltre, non vede per molti mesi i genitori a causa delle ristrettezze economiche della famiglia. Stranamente un talento in erba come il suo non attira le attenzioni della Masia del Barça, ma quelli di molti altri club, come l’Atletico Madrid che gli offre un provino. Óliver lo supera e dopo un anno di permanenza in Catalogna si trasferisce nella capitale spagnola. I dirigenti dei Rojiblancos nutrono dei dubbi sul giocatore a causa del fisico minuto e gli fanno eseguire test endocrinologi per disegnare un quadro potenziale della sua crescita. I primi anni sono difficili e non riesce ad imporsi nelle formazioni Infantil e Cadete del club, poi con il cambio di ruolo da attaccante a centrocampista si prende la maglia da titolare della Juvenil e non la lascia più, diventando una pedina imprescindibile e uno dei talenti più importanti della cantera. A inizio 2012 comincia ad assaporare la prima squadra con due convocazioni e altrettante panchine in Liga contro Betis e Malaga; inoltre, ad aprile vince il campionato di categoria con la Juvenil A, vittoria che segue quella dell’anno precedente con i Cadete, con cui vinse la fase spagnola della Nike Cup a Oviedo.

Óliver in azione contro il Levante all'esordio in Liga (clubatleticodemadrid.com)
In estate compie l’ultimo passo e approda all’Atletico B, squadra riserve militante in Segunda B, cioè la terza divisione spagnola. Dopo un avvio non positivo, tra non convocazioni e prestazioni incolori, Óliver si è ripreso e fin qui ha messo insieme dodici presenze e un gol, segnato al Real Avilés a fine settembre; un dato importante è che in dieci occasioni è partito nell’undici titolare, attestato di fiducia importante da parte dell’allenatore Santaelena. Oltre a questo, però, Torres già dalla preparazione estiva ha cominciato a lavorare a stretto contatto con la prima squadra del “Cholo” Simeone, che prima l’ha voluto vedere all’opera in alcune amichevoli (dove ha segnato un gol ai peruviani dell’Alianza Lima) e poi gli ha concesso la gioia dell’esordio in campionato il 19 agosto nella prima giornata di Liga contro il Levante, in cui è subentrato ad Adrian Lopez nella mezz’ora finale. Inoltre, pochi giorni dopo ha giocato gli ultimi quindici di partita contro il Jaén, esordendo così anche in Coppa del Re e sfiorando il primo gol da professionista. I tifosi dell’Atletico sperano che in un futuro prossimo Óliver Torres possa ripetere le gesta di Diego e Juninho Paulista, due brasiliani dai piedi fatati che hanno illuminato la platea del “Calderon”. Il ragazzo non si è montato la testa, pensa solo a lavorare e a migliorarsi con l’obiettivo di diventare titolare in prima squadra. Recentemente ha firmato un nuovo contratto in cui è inserita una clausola di rescissione di 24 milioni di euro, cifra identica a quella di Arda Turan. In Spagna è stato soprannominato “el Chaval”, cioè il ragazzo, nomignolo molto simile a quello di Fernando Torres, anch’egli prodotto della cantera biancorossa. Grande amico di Saúl Iñiguez e Kader, entrambi canterani aggregati alla prima squadra come lui, ha trovato nel centrocampista Mario Suarez una sorta di fratello maggiore che lo aiuta e lo consiglia quando serve.

NAZIONALE – Dopo una fugace esperienza con la selezione Under-16, Óliver Torres comincia a diventare protagonista in Nazionale nel 2012, vero e proprio anno d’oro. Infatti, prima vince  con l’Under-18 la Copa del Atlántico, triangolare disputato alle Isole Canarie, dove viene premiato come miglior giocatore del torneo. In estate, poi arriva il trionfo con l’Under-19 nell’Europeo di categoria, disputatosi in Estonia. Torres guida il centrocampo della Spagna e gioca quattro delle cinque partite complessive, saltando solo l’impegno contro i padroni di casa nell’ultima partita della fase a gironi. Grande protagonista contro il Portogallo, dove serve a Jesé l’assist del momentaneo 2-1, si ripete anche in semifinale contro la Francia e nella finalissima contro la Grecia. In totale ha collezionato due presenze in Under-18 e nove in Under-19.

CARATTERISTICHE – Óliver Torres è una mezzala, che pur partendo dal centro sinistra si ritrova ad agire lungo tutto il campo. Descritto in patria come la miscela tra Fabregas e Xavi, ha la qualità importante di eseguire alla perfezione l’ABC del calcio: controllo, conduzione palla e passaggio. Queste tre componenti sono complementari ad altre sue caratteristiche principali, vale a dire visione di gioco, velocità di pensiero ed esecuzione. Torres è uno di quei calciatori che prima ancora di ricevere palla sa già dove sono posizionati i compagni e quale di loro deve servire. Elegante nello stile, sempre a testa alta, riesce a ricamare passaggi e finte laddove altri giocatori non osano nemmeno pensarli, riuscendo ad uscire vincitore nella maggior parte dei contrasti grazie alla propria tecnica di base. In fase d’impostazione si abbassa sulla linea dei difensori per ricevere palla e cominciare l’azione, caratteristica fondamentale per un fulcro del gioco come lui. Ambidestro, in mezzo al campo detta i tempi con tranquillità e precisione, smistando un’enorme quantità di passaggi, sia orizzontali che verticali, lunghi o corti, realizzandone con successo la maggioranza. Buona mobilità su tutto il terreno di gioco, ovviamente con un focus specifico nella zona nevralgica del campo, Óliver quando possibile gioca di prima, massimo due tocchi, rendendo l’azione più fluida e veloce. A causa della statura non elevata (178 cm) non eccelle nel gioco aereo, così come pecca in fase realizzativa e in quella di interdizione, anche se gli allenatori da lui non si aspettano né gol a raffica né spizzate per i compagni, ancor meno di recuperare palloni.

Óliver Torres in azione:

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