Non è più lo Juve-Toro di una volta

. . Nessun commento:
Va in archivio il 185° derby della Mole, il primo dopo tre anni di digiuno. Vince la Juventus, agevolata dall'espulsione di Glik nel primo tempo e poi padrona del campo senza grossi problemi. Decidono la sfida la doppietta di Marchisio e la rete di Giovinco, due ragazzi del settore giovanile. I granata sfiorano il vantaggio con Meggiorini, poi alla lunga patiscono l'inferiorità numerica e lasciano spazi e gol ai rivali. Come ha detto Ventura nel dopo-gara, ci sono state due partite: la prima di mezz'ora, dominata appunto dal Toro, la seconda di un'ora, in cui la Juve ha sfruttato la superiorità numerica per fare propri i tre punti. Il cuore Toro non basta contro questa Juve.

Il personaggio della partita è sicuramente Kamil Glik. Le immagini valgono più di mille parole: assassin Glik.



Nonostante il netto 3-0, la partita non è stata esente da errori arbitrali del fiorentino Rocchi. Nel corso dei novanta minuti si contano tre errori rilevanti. Procediamo con ordine. Al 26' ferma il gioco per un fallo in attacco di Pogba su Gillett, quando in realtà è Ogbonna a scontrarsi con il proprio portiere: nella circostanza il giudice di linea ha la visuale migliore e avrebbe potuto offrire maggior aiuto all'arbitro. A fine primo tempo, precisamente al 41', Basha in tuffo ferma Pogba in area: Rocchi assegna correttamente il penalty, poi sbagliato da Pirlo, ma sbaglia a non ammonire per la seconda volta il centrocampista albanese. Sul risultato di 2-0, all'80', Barzagli stoppa l'azione centrale di Santana con un tocco di mano volontario: anche in questo caso Rocchi fa finta di niente ed evita il secondo giallo al difensore.

L'uomo della serata è senza dubbio Claudio Marchisio. Torinese e juventino, prodotto del settore giovanile bianconero, club con cui gioca ininterrottamente dall'età di otto anni, escludendo la parentesi in prestito all'Empoli. Adesso è uno centrocampisti centrali più forti del mondo, stimato e rispettato anche da chi non è tifoso juventino, come il sottoscritto. La sua storia, però, poteva essere ben diversa. Come lui stesso ha dichiarato: "Io ringrazio Calciopoli, perché se non ci fosse stata sarei arrivato molto dopo". La sliding door che gli ha cambiato la carriera.

Per chiudere in bellezza, ecco lo striscione indegno apparso in Curva Scirea e inneggiante ad una delle più grandi tragedie sportive, quella del Grande Torino. Chi ha avuto l'Heysel non può esporre una frase tanto ignobile.


Nessun commento:

Posta un commento

Cantera Social