Coppa d’Africa 2013, Giorno 17 - Finale: Nigeria-Burkina Faso 1-0

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Ventuno giorni dopo Nigeria e Burkina Faso incrociano nuovamente i propri destini. Nella fase a gironi finì in pareggio, un 1-1 agguantato in extremis dagli Stalloni grazie ad Alain Traoré, poi infortunatosi successivamente. Qualificate a braccetto nel girone C a discapito di Zambia, campione uscente, ed Etiopia, le due formazioni hanno percorso strade differenti per giungere alla finalissima del FNB Stadium di Johannesburg. La Nigeria di Stephen Keshi ha subito piazzato il colpo grosso eliminando nei quarti di finali la più serie accreditata alla vittoria finale, cioè la Costa d’Avorio, superata grazie ai gol di Emenike e Mba; in semifinale, poi, poker senza appello contro il malcapitato Mali, troppo inferiore e sotto di tre già a fine primo tempo. Il Burkina Faso ha raggiunto la prima storica finale capovolgendo pronostici sfavorevoli e ricorsi storici negativi, sfidando avversari più quotati ed eliminandoli con fatica e cuore; ai quarti di finale il gol nei supplementari di Pitroipa stende il Togo, poi servono addirittura i rigori per avere ragione del Ghana in semifinale, raggiunto sul pareggio da Bancé e piegato alla lotteria finale da Diakité, che ha permesso ai suoi di staccare il pass per la finale nonostante un arbitraggio avverso.

Moduli diversi per raggiungere il medesimo obiettivo. Keshi prosegue con il 4-2-3-1, marchio di fabbrica della squadra, ma deve rinunciare in attacco all’infortunato Emenike, sostituito da Uche; recupera, invece, Moses, in dubbio fino all’ultimo. Dall’altra parte, Put propone il tridente offensivo composto da Bancé, Nakoulma e il ritrovato Pitroipa, nuovamente a disposizione in seguito all’annullamento della squalifica, mentre lascia intatti gli altri reparti.


La partita non si gioca a ritmi alti e fin dalle prime battute è più la paura di perdere che la voglia di vincere. Un primo tentativo per spezzare l’equilibrio è di Ambrose, il cui colpo di testa esce alto sopra la traversa. Ancora Super Aquile con la conclusione debole di Ideye, anch’essa alta, poi i burkinabè escono allo scoperto e a metà frazione calciano per la prima volta verso la porta difesa da Enyeama con Bancé, che però sparacchia alto dalla distanza; lo stesso attaccante poco dopo calcia a lato su punizione. È un buon momento per il Burkina Faso, che cerca di rendersi pericoloso soprattutto sui calci piazzati, come nella parte finale di frazione con il colpo di testa a lato di Bakari Koné da buona posizione in area. Al trentottesimo minuto però l’equilibrio si spezza. Offensiva nigeriana con Moses, tiro respinto e alzato in campanile, Mba intercetta fuori area, supera in palleggio un avversario e in volée fa secco Diakité all’altezza del dischetto. Un gol spettacolare, messo a segno da una delle rivelazioni del torneo, che grazie alla prodezza odierna raggiunge quota due gol nella competizione. Il Burkina Faso non ha la forza per reagire immediatamente e, dopo un tiro alto ancora di Mba, le squadre vanno negli spogliatoi.

Nel secondo tempo la Nigeria vuole difendere il vantaggio acquisito attaccando l’avversario e chiudendolo in difesa per colpirlo una seconda volta. Ideye prima, tiro a lato da centro area, e Musa poi, tiro alto, tengono in apprensione gli uomini del belga Put, che decide di dare una scossa ai suoi inserendo un’ala offensiva (Sanou) per un centrocampista d’interdizione (Rouamba). Bancé torna a farsi vivo negli ultimi sedici metri chiamando ad una parata facile Enyeama. All’ora di gioco è Djakaridja Koné a provarci dalla distanza, ma senza gloria poiché la sfera esce a lato. Chi si rende maggiormente pericoloso è il subentrato Sanou, che riceve sulla destra e una volta entrato in area incrocia la conclusione, trovando il prodigioso intervento di Enyeama a negargli la gioia del gol. Mantenuta intatta la porta, la Nigeria torna avanti con Mba, decisamente l’uomo più ispirato, che però calcia alto dopo essersi accentrato dalla fascia sinistra. L’ultimo disperato tentativo degli Stalloni parte dai piedi di Dagano e si spegne sugli spalti del National Stadium, perché la punizione del numero nove rossoverde finisce altissima. Al triplice fischio finale dell’algerino Haimoudi esplode la gioia della Nigeria, che torna sul trono d’Africa diciannove anni dopo l’ultimo successo. Al Burkina Faso resta l’amarezza per non essere riuscito a centrare un successo storico, ma a mente fredda saranno sicuramente più le soddisfazioni che i rimpianti.

NIGERIA (4-2-3-1): Enyeama; Ambrose, Omeruo, Oboabona, Echiejile (67’ Oshaniwa); Mikel, Onazi; Mba (89’ Yobo), Ideye, Moses; Uche (53’ Musa). A disp.: Ejide, Obiorah, Egwueke, Gabriel, Ogude, Uzoenyi, Igiebor, Agbim. All.: Stephen Keshi

BURKINA FASO (4-3-3): Diakité; Koffi, B. Koné, K. Koulibaly (84’ Dagano), Panadétiguiri; Rouamba (65’ W. Sanou), D. Koné (90’ Razack Traoré), Kaboré, Nakoulma, Bancé, Pitroipa. A disp.: Soulama, Dah, H. Traoré, Ouattara, Balima, Rabo, P. Koulibaly, G. Sanou. All.: Peter Put

ARBITRO: Djamel Haimodui (ALG)

RETE: 40’ Mba

NOTE: ammoniti Rouamba, Onazi, Mijel, Omeruo, Oshaniwa, Ideye.

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