Montella sfida l'Inter per ripartire

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©Foto di Daniele Buffa/Image Sport
La Fiorentina cerca il rilancio nello scontro diretto di domenica sera contro l’Inter. Quattro punti conquistati in sei partite da inizio anno: troppo pochi per una squadra che ambisce ad un posto in Europa, Champions o Europa League non fa differenza. L’avversario contro cui riprendere le vecchie abitudini, cioè bel gioco e risultati, non è dei migliori, perché di fronte ai viola si porranno i nerazzurri di Andrea Stramaccioni, in ripresa dopo un periodo tutt’altro che positivo. All’andata finì 2-1 per i milanesi, guidati da un Cassano in grande spolvero e da Milito, infortunatosi al ginocchio giovedì scorso contro il Cluj e quindi out per tutto il resto della stagione. Indubbiamente l’assenza del Principe rappresenterà un pericolo in meno per la difesa viola, in grande difficoltà nelle uscite e che comunque dovrà tenere d’occhio due clienti non semplici come Palacio e il suddetto Cassano, supportati dagli inserimenti di Guarin.

Un risultato positivo contro l’Inter riporterebbe immediatamente l’entusiasmo tra i tifosi, delusi dalla brutta sconfitta subita a Torino con la Juventus. Lo sa Montella, che nella conferenza stampa di presentazione ha affrontato questo ed altri temi: “Nella partita di Torino abbiamo commesso troppi errori non voluti e abbiamo pagato dal punto di vista dell’interpretazione della gara. Mi auguro che la sconfitta rappresenti uno step nel nostro percorso di crescita. La Fiorentina è sempre la stessa. Adesso la squadra vuole reagire e una vittoria contro l’Inter porterebbe un entusiasmo enorme. La formazione? Si dà troppa importanza ai moduli; per le nostre caratteristiche è facile cambiare posizionamento. Non si può semplificare tutto alla condizione fisica, siamo in forma. Roncaglia non mi preoccupa, adesso non è in un buon momento mentale ma so che tornerà il solito col tempo. Vorremmo che Jovetic segnasse ogni partita, ma non può essere così e non gli imputo niente dà sempre il massimo. Preferisco che le critiche venissero fatte a me piuttosto che alla squadra; non ho mati trovato un gruppo come questo. Abbiamo l’orgoglio di squadra e ce lo abbiamo sempre avuto”.

Ventitré convocati per Vincenzo Montella; questa la lista: Aquilani, Borja Valero, Compper, Cuadrado, El Hamdaoui, Jovetic, Larrondo, Ljajic, Llama, Lupatelli, Migliaccio, Neto, Pasqual, Pizarro, Rodriguez, Romulo, Roncaglia, Savic, Sissoko, Tomovic, Toni, Viviano, Wolski. Tante novità, a partire dai rientri di Aquilani e Migliaccio dalle rispettive squalifiche, più la prima convocazione per Momo Sissoko, che partirà dalla panchina con chance di ingresso in corsa. Restano fuori, invece, i degenti di lungo corso, vale a dire Camporese, Hegazi, Rossi e Mati Fernandez, il cui infortunio comincia ad assumere contorni spettrali. Montella è indeciso tra due alternative: proseguire con il 3-5-2 o scegliere un inedito 4-3-3. Nel caso di una scelta conservativa, c’è incertezza in difesa, dove l’appannato Roncaglia potrebbe perdere il posto in favore di uno tra Tomovic e Compper, e in attacco, reparto in cui si profila una corsa a tre, che vede coinvolti Ljajic, Toni e El Hamdaoui, per affiancare Jovetic, punto fermo nonostante le ultime prestazioni deludenti. Se il tecnico gigliato dovesse optare per un cambio di rotta, ecco che Tomovic avrebbe strada spianata per la maglia di terzino destro, Roncaglia andrebbe in panchina e Cuadrado avanzerebbe nella posizione di ala offensiva nel tridente insieme a Jovetic e ad uno dei tre attaccanti in lizza per un posto nell’undici di partenza. Indipendentemente dal modulo, sono scontate le presenze di Viviano tra i pali, Rodriguez e Savic in difesa, Pasqual sull’out di sinistro e del trio dai piedi raffinati a centrocampo, cioè Pizarro, Borja Valero e il rientrante Aquilani.

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