Croazia in gran serata, niente da fare per la Serbia

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Al Maksimir di Zagabria va in scena la storia. Primo confronto assoluto tra Croazia e Serbia, un tempo unite sotto la bandiera della Jugoslavia, oggi stati liberi e indipendenti. Non è una partita come altre, non può esserlo. Alcune tensioni alla vigilia, soprattutto da parte croata, dove il partito di estrema destra HNP ha indicato Mihajlovic come persona non gradita per la sua amicizia con il famigerata Arkan, leader paramilitare serbo autore di numerosi crimini di guerra durante il conflitto balcanico. L’ex difensore di Lazio e Inter ha respinto le accuse, adducendo alla stampa di Zagabria errori di traduzione delle sue dichiarazioni.
(Getty Images)
Lasciando da parte il fuori campo e passando al rettangolo verde, la differenza di valori è evidente già alla lettura delle formazioni. Fantasia e qualità per i croati, agonismo e compattezza per i serbi. Il c.t. dei padroni di casa Stimac propone un centrocampo ad alto tasso tecnico, con l’interista Kovacic in cabina di regia, affiancato da Rakitic e Kranjcar, e Modric ad agire qualche metro più avanti. In attacco tandem composto da Mandzukic e Olic, mentre dietro sono Corluka e il veterano Simunic a comporre la linea difensiva, coadiuvati sugli esterni da Strinic e capitan Srna. Dall’altra parte, Mihajlovic mescola un po’ le carte a sua disposizione e opta per il torinista Stevanovic nel tridente offensivo, preferito a Tadic, e Scepovic come terminale offensivo, che supera il favorito della vigilia Djordjevic. A comporre la linea mediana ci sono Ignjovski e Radovanovic, con Petrovic in panchina, mentre nel reparto arretrato non ci sono novità. Arbitro del match è il turco Cüneyt Çakır, ultimamente famoso per gli errori arbitrali in Manchester United-Real Madrid di Champions League.

Più che calcio sembra una partita a scacchi. Formazioni bloccate, pochi spazi per costruire l’azione e tanto agonismo. Serve l’episodio giusto per sbloccare la situazione ed arriva a metà frazione. Kolarov sbaglia completamente a calciare una punizione dal fondo servendo il pallone a Mandzukic, che lascia a Modric il quale subito innesca Olic sul fondo, rasoterra sul secondo palo per il centravanti del Bayern e palla in rete. Topica colossale del terzino sinistro del Manchester City, che in qualche modo causa anche il raddoppio dopo meno di un quarto d’ora. Infatti, stende Olic sulla fascia destra causando un calcio di punizione, della cui esecuzione se ne incarica Rakitic; traversone al centro, lo stesso Olic arriva in corsa e di petto accompagna il pallone in fondo al sacco. Gol fortunoso per l’attaccante del Wolfsburg, ma gravi responsabilità pesano sul portiere Brkic, che resta immobile invece di tentare la parata o la respinta. A fine primo tempo così sono i croati a comandare con due lunghezze di vantaggio; notte fonda, invece, per Subotic e compagni.

Nella ripresa i valori in campo non mutano, così come il risultato, ma quanto meno la Serbia ha un moto di orgoglio che porta ai primi tiri in porta del match. Subito Kolarov cerca di riscattarsi dagli errori precedenti, ma Pletikosa è attento e respinge. Gli risponde Modric, sublime nel lasciare sul posto Ignjovski, meno nel calciare a lato da una ventina di metri. Ancora Croazia, stavolta con Rakitic, anch’egli impeccabile nel dribbling ai danni di Tadic e poi stoppato da Brkic. Gli ultimi squilli dei serbi arrivano con la doppia occasione capitata a Djuricic e Tosic, ben imbeccati da Tadic ma entrambi sbattono sul muro Pletikosa, insuperabile nella circostanza. Al triplice fischio comincia la festa della Croazia, che si prende di forza e classe tre punti importanti in ottica classifica. Alla Serbia, invece, restano le briciole di un match trascorso più a subire che ad attaccare, e la classifica adesso si fa difficile.



Il tabellino: CROAZIA – SERBIA 2-0
CROAZIA (4-1-3-2): Pletikosa; Srna, Ćorluka, Šimunić, Strinić (82’ Lovren); Kovačić; Rakitić, Modrić, Kranjčar (63’ Vida); Olić (83’ Vukojević), Mandžukić. All.: Igor Štimac
SERBIA (4-2-3-1): Brkić; Ivanović, Nastasić, Subotić, Kolarov; Ignjovski (75’ Petrović), Radovanović; Tošić, Djuričić, Stevanović (57’ Tadić); Šćepović (9’ Djordjević). All.: Siniša Mihajlović
ARBITRO: Cüneyt Çakır (TUR)
RETI: 23’ Mandžukić, 37’ Olić
NOTE: ammoniti Kolarov, Subotić, Petrović; recuperi 2’ pt e 2’ st.

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