La farsa del rinnovamento prandelliano

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L'Italia di Cesare Prandelli torna in campo, precisamente contro Brasile (amichevole, giovedì 21 marzo alle 20:30) e Malta (qualificazioni Mondiali, martedì 26 marzo alle 20:45), e non possono che suscitare dubbi e perplessità le convocazioni del c.t. azzurro. Nello specifico, ecco la lista:

Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli), Federico Marchetti (Lazio), Salvatore Sirigu (Paris Saint Germain);
Difensori: Ignazio Abate (Milan), Luca Antonelli (Genoa), Davide Astori (Cagliari), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Mattia De Sciglio (Milan), Christian Maggio (Napoli), Andrea Ranocchia (Inter);
Centrocampisti: Antonio Candreva (Lazio), Alessio Cerci (Torino), Daniele De Rossi (Roma), Alessandro Diamanti (Bologna), Emanuele Giaccherini (Juventus), Claudio Marchisio (Juventus), Riccardo Montolivo (Milan), Andrea Pirlo (Juventus), Andrea Poli (Sampdoria);
Attaccanti: Mario Balotelli (Milan), Stephan El Shaarawy (Milan), Alberto Gilardino (Bologna), Sebastian Giovinco (Juventus), Pablo Daniel Osvaldo (Roma).

Già a leggerla è chiaro quali siano i punti di discussione.
Cominciando dai portieri, la presenza di De Sanctis è decisamente fuori luogo, sia per motivi anagrafici (il 26 marzo farà 36 anni, forse giocherà contro Malta per regalo..), sia perché è da qualche mese che il numero uno azzurro accusa delle inquietanti amnesie. Al suo posto non sarebbe stato un errore convocare Agazzi o Consigli, portieri di sicuro affidamento e giovani per il ruolo, o far rientrare nel giro Viviano, ma i primi due non hanno il privilegio di giocare in una big, mentre il viola verrà bollato come inaffidabile per il resto della stagione a causa degli errori commessi nei mesi scorsi.

Nel reparto difensivo altre perplessità. Se per Chiellini, Barzagli, Bonucci, De Sciglio e anche Astori non ci sono, e non ci devono essere, discussioni, sui rimanenti quattro convocati è lecito farsi delle domande. Perché Antonelli e non Pasqual, uno dei migliori terzini mancini del campionato insieme a Marchese? Perché Maggio e Abate, autori di stagioni tutt'altro che esaltanti, e non Santon? Perché Ranocchia, capitano senza gradi della pericolante difesa nerazzurra? Se e quando Prandelli scioglierà questi interrogativi forse saremo tutti più contenti.

In mezzo al campo c'è il consueto dilemma Giaccherini: può una riserva (909 minuti stagionali distribuiti su 19 presenze) essere un convocato fisso? A quanto pare sì, se non eccelli in niente, sei discreto in tutto e sopratutto vesti una certa maglia. Nello stesso reparto spiccano le presenze di Montolivo, passato da eterno incompiuto nella Fiorentina a centrocampista di livello mondiale nel Milan, Poli, De Rossi e Candreva; da sottolineare, comunque, l'assenza di Verratti per infortunio. Convocare un Lodi o un Aquilani è così scandaloso? Oppure Bonaventura e Bertolacci? La sensazione è che conti più dove giochi che come giochi.

Infine, davanti i dubbi sono minori solo nel numero. Impossibile non convocare El Shaarawy e Balotelli, giusto integrare nel gruppo il resuscitato Gilardino, ma cosa ci fanno in azzurro Giovinco e Osvaldo? Il primo probabilmente è la giovane promessa più vecchia del mondo, mentre il secondo pensa più al look che al campo. Anche qui, Matri sarebbe stato più consono, così come Sau o addirittura il redivivo Borriello.

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