SPECIALE: In Montenegro c'è del buono

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Nato calcisticamente solo nel 2007, anno di affiliazione a FIFA e UEFA, i Falchi di Podgorica hanno velocemente scalato il ranking assestandosi al 46° posto, indice di una crescita interessante e progressiva. Guidata in panchina da Branko Brnovic, 45enne tecnico ex nazionale iugoslavo, la selezione balcanica ha sfiorato la partecipazione allo scorso Europeo, mancato in seguito alla doppia sconfitta contro la Repubblica Ceca nei playoff. La corsa verso il Mondiale brasiliano è iniziata nel migliore dei modi e adesso il Montenegro è in testa al Girone H con 13 punti in 5 partite, score che gli ha permesso di mettersi dietro le più quotate Inghilterra, Ucraina e Polonia, e le squadre materasso Moldova e San Marino. Andiamo a conoscere stelle e giovani più interessanti dei giallorossi di Podgorica.

LE STELLE
MIRKO VUCINIC (1983/Attaccante) – Talento incostante da sempre, ma quando la lampadina si accende non ce n’è per nessuno. Alla soglia dei trent’anni sembra aver raggiunto la piena maturità calcistica, trascinando grazie a gol e invenzioni la Juventus al successo dopo anni di digiuno. Scoperto da Pantaleo Corvino, che lo portò in Italia a Lecce, nel corso degli anni è diventato insostituibile per tutti gli allenatori che hanno avuto, in particolare per Conte, suo grande estimatore. Autore del primo gol assoluto della neonata nazionale montenegrina, primo di quattordici centri che lo rendono topscorer dei Falchi.
STEVAN JOVETIC (1989/Seconda punta) – A Firenze sanno riconoscere il talento e nel giovane riccioluto di Podgorica hanno subito visto quel qualcosa che ha fatto scattare la scintilla. Più giovane capitano del Partizan Belgrado a soli diciotto anni, lasciato il bianconero Stevan si è vestito di viola e ha cominciato la propria crescita calcistica. Prandelli lo ha fatto esordire, Mihajlovic lo ha aspettato, con Rossi giusto un assaggio, Montella lo ha reso il top player dei gigliati. Superato l’infortunio ai legamenti crociati dell’estate 2010, che lo costrinse ai box per un’intera stagione, Jo-Jo è tornato più forte e più affamato di prima. Intesa quasi telepatica con Ljajic, reti pesanti e bellissime, su tutte quelle contro il Liverpool in Champions, a giugno deciderà le sorti del proprio futuro e a Firenze sperano che sia ancora in viola.


LE CERTEZZE
SIMON VUKCEVIC (1986/Ala sinistra) – Uno dei tanti talenti usciti dal florido vivaio del Partizan Belgrado, con cui ha esordito non ancora maggiorenne. Una carriera, fin qui, lontano dai grandi palcoscenici che gli venivano prospettati agli inizi. Infatti, lasciata la Serbia ha espresso le proprie qualità in Russia (Saturn Ramenskoye), Portogallo (Sporting Lisbona) e Inghilterra (Blackburn), prima di approdare all’inizio di questa stagione al Karpaty Lviv nel campionato ucraino. In nazionale è una pedina importante e quasi inavomibile.
STEFAN SAVIC (1991/Difensore centrale) – Ha rischiato di passare nella corposa lista di talenti bruciati. Esordio al Borča, poi l’esplosione nel Partizan e i grandi club pronti ad acquistarlo. La spuntano gli arabi del Manchester City, che investono circa sette milioni di euro su di lui. Le prime apparizioni sono buone, poi complici le indisposizioni di Kompany e Kolo Touré si ritrova improvvisamente titolare e va nel pallone. Prestazioni incolori, errori da dilettanti e conseguente spola tra panchina e tribuna. Il futuro a Manchester sembra essere buio, ma negli ultimi giorni di mercato viene inserito come contropartita tecnica nell’affare che porta Nastasic dalla Fiorentina al City. È la svolta, perché in viola Stefan rinasce e diventa titolare inamovibile, nonché uno dei difensori più interessanti e affidabili della Serie A.
FATOS BECIRAJ (1988/Attaccante) – È uno dei pochi che ancora gioca vicino casa. Infatti, Beciraj fa parte della rosa della Dinamo Zagabria, club con cui la scorsa stagione si è reso protagonista della doppietta campionato-coppa, resa possibile anche grazie alle sue 15 reti. In Croazia c’era arrivato dopo il biennio positivo trascorso in patria al Buducnost, dove si è laureato capocannoniere del campionato alla stagione di esordio. Ultimamente è appannato in zona gol, ma resta sempre uno degli attaccanti su cui poter contare in Nazionale.


LA PROMESSA
LUKA DJORDJEVIC (1994/Attaccante) – Oggi Vucinic e Jovetic, domani Djordjevic. I tifosi montenegrini sperano che il diciottenne attaccante nativo di Budva riesca a crescere ed esplodere, così da affiancarsi ai due totem del presente. Prodotto del vivaio del Mogren, si afferma in prima squadra nella stagione 2011/12, annata in cui segna dieci reti in ventisei presenze. Le luci dei grandi club si accendono su di lui ed è lo Zenit di Spalletti a prendersi il compito di sgrezzare questo ennesimo diamante balcanico. Finora in Russia ha collezionato qualche solo qualche scampolo di partita e nessun gol. In Nazionale, invece, nel giro di un anno è passato dall’Under 19 alla maggiore e ha festeggiato l’esordio con un gol.


IL NUOVO CHE AVANZA
MARKO BAKIC (1993/Centrocampista centrale) – Ha tutto per essere un giocatore di livello medio-alto: velocità, visione di gioco, tecnica e personalità. Tre stagioni in patria al Mogren, poi l’approdo in Italia grazie ad un’operazione congiunta tra Fiorentina e Torino. Miglior giovane montenegrino del 2012, in granata ancora non ha esordito, ma nonostante ciò sembra essere a Firenze il suo futuro. Colonna portante di Under 19 e attualmente Under 21, conta una presenza in nazionale maggiore.
SASA BALIC (1990/Terzino sinistro) – Non è un talento di quelli che saltano subito all’occhio, ma non ci sono molti esterni mancini come lui. Piede e corsa di buon livello, finora non ha potuto misurarsi con campionati competitivi e in squadre di seconda fascia; infatti, dopo tre stagioni con i croati dell’Inter Zapresic si è trasferito al Kryvbas, club ucraino. Nonostante ciò vanta quattro presenze in nazionale.
STEFAN NIKOLIC (1990/Attaccante) – Un vero e proprio gigante (194 cm) che sta cercando di imporsi.  Cresciuto tra Sutjeska, Partizan e OFK Belgrado, nel 2008 lascia i Balcani per il Belgio, dove gioca con Lierse e Roeselare. Due anni più tardi è in Romania e dopo una stagione al Politehnica Timisoara approda al blasonato Steaua Bucarest, suo attuale club. Per caratteristiche fisiche e tecniche è il classico centravanti fisico, abile nel gioco di sponda e in quello aereo. Bomber dell’Under 21, è stato convocato con i “grandi” in due circostanze senza mai esordire.
ZARKO TOMASEVIC (1990/Terzino sinistro) – Una carriera strana la sua, una sorta di Partizan andata-ritorno. Infatti, cresce nel vivaio bianconero, ma appena diciottenne lascia Belgrado per tentare l’esperienza estera al Nacional da Madeira, squadra del campionato portoghese. Positiva la stagione 2009/10, annata in cui gioca molto e anche in Europa League, nelle due successive trova meno spazi e un prestito all’União Madeira ritorna al Partizan. Laterale sinistro dal grande fisico (190 cm), all’occorrenza può giocare anche al centro della difesa.

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